La causa sostiene che Jane Street abbia usato informazioni privilegiate per accelerare il crollo da 40 miliardi di dollari di UST di Terra
Un reclamo federale depositato il 23 febbraio 2026 (S.D.N.Y., n. 1:26-cv-1504) sostiene che la società di trading quantitativo Jane Street abbia usato contatti riservati presso Terraform Labs per trarre profitto e accelerare il depeg dell’UST e l’iperinflazione di LUNA dell’8 maggio 2022, che ha cancellato circa 40 miliardi di dollari dai mercati. I querelanti affermano che Terraform ha ritirato circa 150 milioni di UST dal Curve 3pool per difendere il peg, e minuti dopo portafogli collegati a Jane Street hanno venduto circa 85 milioni di UST —la più grande vendita singola nella storia di quel pool—, anticipando di fatto la mossa di liquidità. La causa nomina i dipendenti di Jane Street Bryce Pratt e Michael Huang e il cofondatore Robert Granieri, accusando Pratt (un ex collocatore di Terraform) di usare relazioni private e gruppi chat per ottenere dettagli non pubblici. Si allegano inoltre conversazioni tra contatti di Jane Street e il fondatore di Terraform, Do Kwon, su salvataggi da 200–500 milioni di dollari in LUNA scontato o BTC, e si citano precedenti contenziosi correlati che coinvolgono Jump Trading. I querelanti chiedono la restituzione dei profitti, danni e un processo con giuria; Jane Street nega illeciti e definisce le accuse infondate. Il caso è nelle fasi iniziali senza pronunce. Per i trader: la causa potrebbe riaccendere il controllo regolatorio e le controversie legali su market maker e controparti centralizzate, riempire di nuovo di sentiment negativo le stablecoin algoritmiche e mettere in evidenza i tempi di prelievo on‑chain e l’attività correlata dei portafogli. Parole chiave: Jane Street, Terraform Labs, insider trading, UST, LUNA, Curve 3pool, Jump Trading.
Bearish
Questa causa è probabilmente ribassista per gli asset menzionati (ecosistema UST/LUNA e il sentiment sulle stablecoin algoritmiche) perché riaccende il controllo legale e regolamentare sulle società di market‑making e le controparti centralizzate legate al collasso del 2022. A breve termine: le notizie su presunti insider trading e vendite coordinate possono indurre sentiment negativo, generare pressione di vendita su LUNA Classic (LUNC) e qualsiasi token correlato, e aumentare la volatilità mentre i trader rivalutano il rischio di controparte e il comportamento di prelievo on‑chain. A medio‑lungo termine: gli esiti potrebbero stabilire precedenti legali su insider trading e doveri dei market‑maker in cripto — multe potenziali, accordi o una sorveglianza più stringente indebolirebbero la fiducia nelle stablecoin algoritmiche e in certe pratiche OTC/market‑making, mantenendo un premio di rischio sui token correlati. Al contrario, un'assoluzione netta degli imputati ridurrebbe parte della paura, ma l'effetto immediato del rinnovato contenzioso e della copertura mediatica è un aumento del rischio al ribasso per gli asset legati al crollo di Terra.