La capitalizzazione di mercato di USDT supera quella di ETH mentre l’avversione al rischio spinge la “stablecoin season”
Il USDT di Tether ha superato Ethereum (ETH) per capitalizzazione di mercato durante una più ampia fase di correzione del mercato. L’offerta circolante di USDT è di circa 186 miliardi di dollari, leggermente superiore alla capitalizzazione di mercato di ETH, vicina a 186,3 miliardi, mentre ETH scambia intorno a 1.500–1.600 dollari al momento del sorpasso.
I link di reporting successivi collegano la crescita della capitalizzazione di mercato di USDT a un aumento del minting legato alla domanda di liquidità crypto denominata in dollari. Tether ha inoltre dichiarato riserve superiori a 193 miliardi di dollari entro la metà del 2026 e profitti oltre 10 miliardi nel 2025, rafforzando la narrativa secondo cui USDT resta l’asset di parcheggio per la liquidità per eccellenza. La quota di stablecoin di USDT è stimata intorno al 70%, mentre quella di ETH sarebbe scesa sotto il 10% in alcune valutazioni (da livelli precedenti di circa 18–20%).
I trader stanno valutando se ciò possa trasformarsi in una “stablecoin season”, in cui il capitale resta su USDT invece di ruotare verso asset di rischio volatili. Punti chiave da monitorare: composizione delle riserve e controlli regolatori in corso, poiché qualsiasi dubbio può colpire la fiducia del mercato. Effetto complessivo: in fasi di risk-off, USDT tende a sembrare più sicuro dell’esposizione di ETH alla computazione decentralizzata.
Bearish
Questo evento è inquadrato come uno spostamento verso la preservazione del capitale: la leadership della capitalizzazione di mercato di USDT viene trattata come una prova della domanda di liquidità in dollari e di una minore disponibilità a detenere asset volatili. Questo in genere penalizza ETH nel breve periodo perché il “parcheggio” in stablecoin può rallentare le rotazioni verso ETH e altri token ad alta beta.
Nel breve periodo, i trader potrebbero continuare a usare USDT per le coppie di trading e per la liquidazione, riducendo i flussi incrementali verso ETH. Nel lungo periodo, se persiste la dinamica della “stablecoin season”, la quota relativa di ETH potrebbe rimanere sotto pressione mentre più liquidità rimane in USDT. Tuttavia, lo scenario negativo non è garantito: cambiamenti nella tendenza ETH/BTC, un rinnovato appetito per il rischio o miglioramenti/chiarimenti concreti sulla composizione delle riserve di USDT e sulla regolamentazione potrebbero compensare in parte la visione ribassista.