33 aziende si oppongono al piano di azioni tokenizzate di OKX-ICE
Il numero di società che si oppongono al piano di OKX e Intercontinental Exchange (ICE) per le azioni tokenizzate è passato da nove il 15 ottobre a 33, tra cui sette emittenti citati per la prima volta in una notifica aggiornata depositata il 27 ottobre. Si tratta di oltre la metà dei 62 emittenti inizialmente individuati per la piattaforma proposta. La joint venture paritetica intende offrire agli utenti autorizzati la negoziazione 24 ore su 24, 7 giorni su 7, di azioni statunitensi tokenizzate, con regolamento più rapido, tramite pool di Uniswap v4 ad accesso autorizzato sulla blockchain XLayer di OKX e utilizzando stablecoin come USDC. Nell’ambito del quadro di esenzione per l’innovazione della SEC, un emittente può opporsi alla tokenizzazione delle proprie azioni su una specifica piattaforma; tali obiezioni non impediscono la quotazione altrove né equivalgono a un’opposizione generalizzata alle azioni tokenizzate. JPMorgan, uno degli oppositori, porta avanti anche iniziative proprie nel campo della blockchain e dei depositi tokenizzati. L’elenco in crescita evidenzia gli ostacoli giuridici e legati al consenso degli emittenti che la proposta deve affrontare, ma non limita direttamente il trading di criptovalute né altre piattaforme di tokenizzazione.
Neutral
Le obiezioni riguardano la possibilità di offrire le azioni di specifiche società sulla piattaforma OKX-ICE proposta, non il funzionamento o la negoziazione delle criptovalute in sé. L’uso previsto di USDC, XLayer e Uniswap v4 crea un collegamento con l’infrastruttura crypto, ma le obiezioni degli emittenti non limitano direttamente tali asset né altre piattaforme di tokenizzazione. Nel breve termine, la notizia potrebbe alimentare il dibattito sui rischi normativi e di adozione, ma non costituisce un chiaro catalizzatore diretto per i prezzi di USDC, OKB o UNI. Nel lungo termine, il consenso degli emittenti e la chiarezza giuridica potrebbero influire sulla domanda di infrastrutture di tokenizzazione, qualora ritardassero o modificassero il prodotto. Tuttavia, l’effetto sui criptoasset menzionati resta indiretto e incerto, a sostegno di una valutazione neutrale.