I detentori di azioni tokenizzate salgono a 5,3 milioni
Secondo CryptoRank, i detentori di azioni tokenizzate sono passati da 502.000 a giugno a circa 5,3 milioni a ottobre 2026, rappresentando l’83% di tutti i detentori di asset del mondo reale (RWA). Nel complesso, i detentori di asset tokenizzati sono aumentati da 1,4 milioni a 6,4 milioni nel periodo considerato. L’adozione delle azioni tokenizzate ha accelerato, mentre i detentori di fondi tokenizzati sono cresciuti leggermente, raggiungendo quota 573.000, e quelli di materie prime sono saliti a 523.000. Robinhood e Binance bStocks hanno guidato la classifica degli emittenti, con circa 1,5 milioni di indirizzi di detentori ciascuno; xStocks ne ha registrati circa 1 milione. BNB Chain si è classificata al primo posto tra le blockchain, con 2,1 milioni di indirizzi, seguita da Solana con 1,6 milioni e da Robinhood Chain con 1,5 milioni. Nonostante la rapida crescita dei detentori di azioni tokenizzate, i prodotti istituzionali, come i fondi tokenizzati di titoli del Tesoro e il credito privato, rappresentano ancora una quota significativa del valore degli asset.
Neutral
Il forte aumento dei detentori di azioni tokenizzate indica una crescente adozione dell’accesso basato su blockchain agli asset tradizionali, ma il rapporto non mostra se questa crescita si sia tradotta in maggiori volumi di scambio, liquidità o afflussi di capitali. Offre quindi un segnale positivo a lungo termine per la tokenizzazione, senza però indicare un chiaro catalizzatore di prezzo a breve termine per le principali criptovalute. La concentrazione dei detentori su Robinhood, Binance bStocks e poche blockchain potrebbe sostenere l’attività nei rispettivi ecosistemi, tra cui BNB Chain e Solana, ma il numero di utenti, da solo, non dimostra una domanda corrispondente di BNB o SOL. Come già accaduto in precedenti fasi di rapida crescita degli asset tokenizzati, i trader potrebbero reagire inizialmente alle notizie sull’adozione, mentre gli effetti duraturi sul mercato dipenderanno dall’utilizzo, dalla liquidità, dalla regolamentazione e dal valore degli asset. Nel complesso, i dati sono più rilevanti per la narrativa a lungo termine degli asset del mondo reale (RWA) che per la direzione immediata del mercato; l’impatto previsto è quindi neutrale.