I Treasury USA tokenizzati balzano del 125%, trainati dalla domanda estera

I dati di Chainalysis mostrano che i Treasury statunitensi tokenizzati hanno raggiunto i 15,42 miliardi di dollari al 1º luglio 2026, in aumento del 125% rispetto ai 6,86 miliardi di un anno prima. Il mercato dei Treasury statunitensi tokenizzati rappresentava il 42,8% dei 36,07 miliardi di dollari del mercato degli asset del mondo reale (RWA) preso in esame dal rapporto. Tra le posizioni di cui è stato possibile identificare la localizzazione, l’Italia rappresentava il 29,9% del valore, il Portogallo il 18,8% e Singapore il 18,2%, per una quota complessiva del 66,9%; i detentori statunitensi rappresentavano il 10,5%. Il Giappone rappresentava il 16,4% dei detentori identificati, ma appena lo 0,4% del valore, segno di posizioni relativamente ridotte. Questi dati geografici riguardano solo le posizioni di cui è stato possibile identificare la localizzazione. Chainalysis ha indicato le soglie minime di investimento più basse e la possibilità di accedere al mercato senza un conto di intermediazione statunitense tra i fattori che favoriscono l’adozione all’estero. Tuttavia, l’attività di prestito garantita da Treasury tokenizzati è diminuita del 23%, mentre i prestiti garantiti da credito privato sono cresciuti nettamente. Inoltre, a fine agosto il fondo BUIDL di BlackRock è tornato in testa tra i prodotti di Treasury tokenizzati. I dati indicano un accesso on-chain sempre più ampio al debito pubblico, ma il calo dei prestiti garantiti da Treasury mostra che la crescita è disomogenea.
Neutral
Le notizie sono positive per l’adozione degli asset tokenizzati del mondo reale: il mercato dei titoli del Tesoro statunitense tokenizzati è cresciuto del 125% su base annua, la partecipazione estera è significativa e BUIDL è tornato in testa tra i prodotti legati ai Treasury. Questi sviluppi potrebbero sostenere l’interesse a lungo termine per i prodotti finanziari on-chain. Tuttavia, il rapporto non individua un catalizzatore diretto per il prezzo di una specifica criptovaluta e il calo del 23% dei prestiti garantiti da titoli del Tesoro indica un’attività disomogenea, non un’accelerazione generalizzata. Nel breve termine, i trader potrebbero considerare questi dati come un elemento di contesto settoriale, non come un chiaro segnale di acquisto o vendita per i principali criptoasset. Nel lungo termine, la crescita costante potrebbe favorire l’ecosistema degli asset del mondo reale, ma qualsiasi effetto sui prezzi dei singoli token dipenderebbe dalla capacità dell’adozione di tradursi in un utilizzo misurabile della rete, liquidità e ricavi.