Doomberg afferma che la pressione sul Tesoro potrebbe favorire Bitcoin e oro
Il commentatore di mercato Doomberg sostiene che le pressioni degli Stati Uniti sugli alleati affinché continuino a detenere titoli del Tesoro statunitensi potrebbero rafforzare, nel lungo periodo, le ragioni a favore di bitcoin e oro come attività di riserva neutrali. Se durante una crisi le banche centrali non potessero vendere liberamente i titoli del Tesoro, potrebbero orientarsi verso attività più facilmente negoziabili. Secondo Doomberg, questa dinamica potrebbe contribuire a spiegare la debolezza dell’oro nel breve periodo dal 28 febbraio, pur sostenendone le prospettive di lungo termine. Ritiene inoltre che bitcoin possa diventare un’attività di riserva neutrale e afferma che le generazioni più giovani e connesse digitalmente potrebbero essere più propense a sceglierlo. Le dichiarazioni rientrano in un dibattito più ampio sui mercati energetici, sui rischi geopolitici e sulle politiche delle banche centrali; non annunciano alcuna nuova politica o azione di mercato.
Bullish
Le prospettive per Bitcoin sono rialziste perché l’argomentazione di Doomberg presenta BTC come un possibile asset di riserva neutrale, qualora le pressioni geopolitiche rendessero il debito sovrano meno affidabile o più difficile da vendere. La stessa tesi sugli asset di riserva vale anche per l’oro. Si tratta di una narrativa di mercato, non di un cambiamento confermato nelle riserve delle banche centrali, e l’articolo non cita nuove sanzioni, acquisti o decisioni di politica economica. L’effetto immediato sulle contrattazioni potrebbe quindi essere limitato, mentre è probabile che il sentiment e la propensione al rischio contino più di questa intervista da sola. Nel più lungo periodo, le prove che le banche centrali stiano diversificando le riserve riducendo l’esposizione ai Treasury potrebbero sostenere la domanda di Bitcoin, anche se volatilità, esigenze di liquidità e regolamentazione restano vincoli importanti. Come in precedenti periodi caratterizzati da sanzioni e preoccupazioni sull’accesso alle riserve, gli operatori potrebbero monitorare gli acquisti ufficiali di oro, i flussi dei Treasury, gli sviluppi geopolitici e l’andamento del prezzo di BTC per cercare conferme. Nel breve periodo, i movimenti potrebbero comunque essere trainati dai dati macroeconomici e dalle condizioni più ampie del mercato delle criptovalute.