Trezor inasprisce le regole per i rivenditori dopo la violazione di Ledger Wallet
Trezor sta riducendo la propria rete di rivenditori autorizzati dopo le segnalazioni secondo cui alcuni wallet hardware Ledger venduti tramite il rivenditore del Sud-est asiatico CryptoBilis contenevano impianti che rubavano le frasi di recupero dei clienti. Trezor afferma di non avere prove che i propri dispositivi siano stati compromessi e non ha accusato i rivenditori di illeciti. Alcuni partner hanno già smesso di ricevere forniture e perderanno l’autorizzazione il 1° gennaio 2027; Trezor intende inoltre rafforzare i controlli sull’approvvigionamento, lo stoccaggio e la gestione dei prodotti. L’incidente mette in evidenza i rischi della catena di fornitura dei wallet hardware e ha spinto a consigliare l’acquisto direttamente dai produttori, la verifica dei sigilli dei dispositivi e la valutazione di configurazioni multisig con dispositivi di produttori diversi. Trezor raccomanda inoltre di adottare pratiche sicure per i wallet, mentre Ledger consiglia agli utenti che hanno inizializzato i dispositivi interessati di trasferire i fondi su un nuovo wallet, generato con una nuova frase di recupero. Bitquery stima che i furti collegati a CryptoBilis ammontino a circa 102 milioni di dollari e coinvolgano 324 wallet su sei blockchain, una cifra superiore alle precedenti stime, comprese tra 72 e 86 milioni di dollari. Ledger non ha confermato il totale e Tether ha congelato circa 10 milioni di dollari in USDT collegati al caso. Ledger afferma che i dispositivi compromessi esaminati erano stati venduti tramite CryptoBilis. Separatamente, MediaMarktSaturn ha sospeso la vendita dei prodotti Ledger interessati mentre esamina una segnalazione proveniente dalla Germania. Non risultano prove di una violazione più ampia dei sistemi Ledger né di dispositivi Trezor compromessi, e non è stato rilevato alcun impatto diretto sui prezzi delle criptovalute.
Neutral
Le segnalazioni indicano un grave problema di sicurezza nella catena di approvvigionamento dei wallet hardware, ma non individuano un catalizzatore diretto per il prezzo di USDT né forniscono prove di una compromissione più ampia dei sistemi Ledger o dei dispositivi Trezor. Il congelamento da parte di Tether di circa 10 milioni di dollari in USDT collegati al caso è una misura di contenimento, non un cambiamento dei fondamentali del token. Nel breve termine, l’incidente potrebbe portare a un maggiore controllo delle transazioni collegate ai wallet interessati e rafforzare la preferenza dei trader per una custodia sicura, ma non è stato segnalato alcun movimento significativo del prezzo di USDT. Nel lungo termine, ulteriori perdite confermate o prove di una compromissione più ampia dei wallet potrebbero indebolire la fiducia nell’autocustodia e aumentare la volatilità dei mercati delle criptovalute in generale. Tuttavia, sulla base delle informazioni disponibili, si prevede che l’impatto sul prezzo di USDT rimanga neutrale.