TS Lombard avverte che lo scoppio della bolla dell’IA potrebbe cancellare 20.000 miliardi di dollari

TS Lombard stima che il crollo del boom degli investimenti nell’IA, insieme a una lieve recessione, potrebbe cancellare 20.000 miliardi di dollari dai mercati azionari. L’economista Dario Perkins afferma che Wall Street si concentra sempre più su quando potrebbe verificarsi una flessione dell’IA e su quanto potrebbe essere grave, anziché chiedersi se il settore sia in una bolla. Le tensioni creditizie sono già visibili tra le società che forniscono infrastrutture per l’IA. A metà ottobre, gli spread dei credit default swap (CDS) a cinque anni di CoreWeave sono saliti a 1.100–1.194 punti base, implicando una probabilità di default di circa il 60%–63%. Il rendimento delle sue obbligazioni senior non garantite si è avvicinato al 15%, mentre la società aveva circa 50 miliardi di dollari di debito. I titoli delle società neocloud hanno perso circa il 20% in cinque sedute di borsa e le azioni CoreWeave sono scese di circa il 15%–25%. TS Lombard stima inoltre che circa l’85% dei ricavi dell’ecosistema dell’IA sia legato alla spesa per investimenti riciclata delle grandi aziende tecnologiche e delle società collegate. Se i finanziamenti diventassero più difficili da ottenere o i clienti esterni non generassero una domanda sufficiente, la spesa e i ricavi potrebbero indebolirsi contemporaneamente in tutto il settore. Perkins avverte che il calo di 20.000 miliardi di dollari della capitalizzazione di mercato azionaria previsto dal modello presuppone soltanto una lieve recessione e non implica necessariamente un crollo economico generalizzato. Per chi opera nel settore delle criptovalute, la preoccupazione principale è indiretta: una svendita dei titoli tecnologici causata dall’IA potrebbe aumentare l’avversione al rischio, mettere sotto pressione gli asset altamente correlati e innescare volatilità. Gli spread creditizi, le condizioni di rifinanziamento e le prove di una domanda reale di IA sono indicatori chiave da monitorare.
Bearish
La valutazione è ribassista perché l’articolo descrive una possibile inversione degli investimenti legati all’IA, crescenti tensioni creditizie presso una società infrastrutturale fortemente indebitata e un posizionamento affollato nei titoli tecnologici. Questi fattori potrebbero indurre a una riduzione generalizzata del rischio. Per i mercati delle criptovalute, l’effetto è indiretto: una forte svendita del settore tecnologico può ridurre l’appetito per gli asset speculativi e aumentare la volatilità, soprattutto quando azioni e criptovalute si muovono in tandem. Nel breve termine, i trader potrebbero reagire all’ampliamento degli spread creditizi, al calo dei prezzi obbligazionari e a ulteriori ribassi dei titoli legati all’IA riducendo il rischio nei portafogli. Ciò potrebbe pesare su Bitcoin e sulle altcoin, anche se l’articolo non fornisce prove dirette di vendite specifiche di criptovalute o di cambiamenti nei fondamentali della blockchain. Se gli allarmi sul credito si attenuano, la domanda esterna di IA si dimostra duratura o i mercati considerano le tensioni circoscritte, le criptovalute potrebbero risentirne meno. Nel lungo termine, la questione centrale è se la spesa per l’IA generi ricavi da clienti esterni alle società tecnologiche che finanziano la realizzazione delle infrastrutture. Una stretta sui finanziamenti prolungata o una domanda esterna debole potrebbero rafforzare un più ampio ciclo di avversione al rischio; una transizione riuscita verso una domanda reale e ricorrente da parte dei clienti potrebbe ridurre le preoccupazioni. In passato, le fasi di tensione nel settore tecnologico hanno spesso influenzato le criptovalute attraverso la liquidità e il sentiment degli investitori, anziché tramite un’esposizione diretta. I trader dovrebbero quindi monitorare gli indicatori del credito, la volatilità azionaria, la liquidità generale e i flussi specifici delle criptovalute. La cifra di 20.000 miliardi di dollari di TS Lombard è uno scenario modellizzato per il mercato azionario, non una previsione di perdite nel settore cripto né la certezza che si verifichi un crollo.