La Turchia propone una ritenuta trimestrale del 10% sui guadagni in criptovalute; il presidente può aumentare l'aliquota fino al 20%

Il partito al governo della Turchia, l'AKP, ha proposto un disegno di legge per tassare i redditi e i guadagni derivanti da asset digitali portando le criptovalute nel quadro fiscale sulle spese del paese. La bozza prevede un'imposta del 10% sui guadagni cripto e richiede alle piattaforme soggette alla tassa sulle plusvalenze di trattenere trimestralmente il 10% dei guadagni degli utenti e di segnalarli alle autorità fiscali. Le piattaforme pagherebbero inoltre una tassa di servizio sulle transazioni dello 0,03% sulle operazioni che facilitano. Il disegno di legge attribuisce al presidente l'autorità di fissare la tassa cripto tra lo 0% e il 20%. Il Ministero delle Finanze/Tesoreria emanerebbe i regolamenti attuativi e la legge entrerebbe in vigore due mesi dopo la pubblicazione nella Gazzetta Ufficiale se approvata. I dati di Chainalysis citati negli articoli mostrano una forte attività cripto nella regione — circa 200 miliardi di dollari di volume di transazioni da luglio 2024 a giugno 2025 — e la proposta arriva in un contesto macroeconomico volatile in Turchia, dove l'inflazione è scesa da un picco dell'85% (ottobre 2022) a circa il 30% (gennaio 2025). La mossa segue una tendenza internazionale più ampia verso una maggiore tassazione e regolamentazione delle crypto. I trader dovrebbero considerare che la ritenuta alla fonte modifica il trattamento fiscale a livello di exchange/piattaforma e potrebbe influire sulla liquidità domestica, sui flussi spot–futures, sulla domanda di crypto come copertura dall'inflazione e sulle strategie di trading per utenti turchi e controparti.
Neutral
La legge proposta stabilisce una tassa chiara e amministrabile e introduce la ritenuta alla fonte oltre a una piccola tassa sui servizi di transazione. Ciò aumenta i costi di conformità e riduce i rendimenti netti per i detentori e i trader in Turchia, il che potrebbe ridurre modestamente la domanda interna e la liquidità onshore. Tuttavia, crea certezza fiscale e formalizza la rendicontazione — due fattori che nel tempo possono favorire la partecipazione istituzionale. L'effetto immediato è probabile che sia contenuto piuttosto che fortemente negativo: la liquidità spot potrebbe restringersi e i flussi a breve termine (soprattutto dal dettaglio che cerca di evitare la ritenuta) potrebbero spostarsi, influenzando gli exchange locali e gli spread di base sui derivati. A medio-lungo termine, una tassazione prevedibile e regole più chiare possono essere neutre o lievemente positive per i volumi di trading regolamentati e l'ingresso istituzionale. Quindi, per il mercato di criptovalute nativo, l'impatto netto sul prezzo è meglio classificato come neutro.