UniCredit esplora la custodia e l'intermediazione di criptovalute

UniCredit sta valutando tecnologie per una possibile espansione nei servizi di custodia e intermediazione di criptovalute, ha riferito Bloomberg. Il piano di custodia degli asset crypto è ancora in una fase iniziale e non sono stati confermati una decisione definitiva, un fornitore, un budget o una data di lancio. I possibili servizi includono custodia di criptovalute, trading, prodotti d’investimento tokenizzati, titoli a reddito fisso tokenizzati e applicazioni per stablecoin. Qualsiasi servizio di custodia o intermediazione crypto dovrebbe rispettare il regolamento europeo sui mercati delle cripto-attività (MiCA), che consente ai fornitori autorizzati di operare in tutto lo Spazio economico europeo. La strategia di custodia degli asset crypto si basa sulle precedenti attività di UniCredit nel settore degli asset digitali. Nel luglio 2025, la banca ha offerto a clienti professionali un certificato quinquennale denominato in dollari e collegato all’iShares Bitcoin Trust di BlackRock. Nel dicembre 2025, UniCredit e Cassa Depositi e Prestiti hanno strutturato il primo minibond tokenizzato d’Italia su Polygon: un’emissione da 5 milioni di euro per E4 Computer Engineering. UniCredit è inoltre membro di Qivalis, un consorzio di 37 banche che prevede di lanciare una stablecoin in euro conforme al MiCA su Ethereum nella seconda metà del 2026, previa approvazione normativa. BBVA e Bank Leumi stanno portando avanti iniziative analoghe nel trading e nella custodia di criptovalute. Per i trader, i piani di UniCredit per la custodia crypto indicano una crescente domanda istituzionale di infrastrutture regolamentate per gli asset digitali. Lo sviluppo potrebbe sostenere l’adozione a lungo termine, la tokenizzazione e il regolamento tramite blockchain. Tuttavia, l’assenza di un impegno vincolante limita l’impatto a breve termine sul prezzo del bitcoin e delle altre criptovalute. La custodia crypto resta una strategia potenziale che UniCredit potrebbe modificare o abbandonare.
Neutral
È probabile che l’impatto immediato sul prezzo sia neutrale, perché UniCredit non ha ancora assunto un impegno definitivo, non ha selezionato un fornitore né annunciato una data di lancio. La notizia non crea una domanda immediata di Bitcoin, Ethereum o del token di Polygon, e difficilmente i trader sconteranno flussi istituzionali significativi prima che il piano riceva conferme sul piano normativo, commerciale e operativo. Nel breve termine, l’annuncio potrebbe generare un sentiment moderatamente positivo nei confronti della custodia regolamentata delle criptovalute, della tokenizzazione e dell’infrastruttura per le stablecoin. Annunci simili guidati da banche nel settore degli asset digitali hanno spesso avuto un effetto diretto limitato sui prezzi spot, perché descrivono attività esplorative anziché acquisti confermati o lanci di prodotti. L’incertezza normativa e la possibilità che UniCredit riveda o abbandoni il piano limitano ulteriormente lo scenario rialzista. Nel lungo termine, un’implementazione di successo potrebbe migliorare l’accesso istituzionale agli asset digitali, aumentare la domanda di servizi di custodia e regolamento conformi alle normative e sostenere una più ampia adozione dei titoli tokenizzati. La partecipazione di UniCredit all’iniziativa Qivalis per una stablecoin in euro potrebbe inoltre rafforzare i pagamenti blockchain in Europa, qualora il progetto ricevesse l’approvazione. Questi sviluppi potrebbero essere strutturalmente positivi per il settore, ma non sono sufficienti a modificare le prospettive di prezzo a breve termine delle criptovalute menzionate.