Gli USA avviano colloqui di 180 giorni sulle importazioni di robotica prima di imporre dazi
Il presidente degli Stati Uniti Donald Trump ha dichiarato che le importazioni di robotica e macchinari industriali rappresentano un rischio per la sicurezza nazionale, ma non ha imposto dazi. Un proclama ai sensi della Sezione 232, firmato il 28 ottobre, incarica il segretario al Commercio e il rappresentante per il Commercio degli Stati Uniti di negoziare con i partner commerciali i livelli delle importazioni per 180 giorni.
La revisione riguarda la robotica, i macchinari industriali e i relativi componenti, comprese le macchine CNC e gli utensili per la lavorazione dei metalli. Il Dipartimento del Commercio ha rilevato che gli Stati Uniti dipendono fortemente dalle forniture estere, anche per le apparecchiature utilizzate nella difesa e nelle infrastrutture. Le agenzie statunitensi hanno inoltre sollevato preoccupazioni sui rischi di cybersicurezza legati ad alcuni robot avanzati.
Al termine del periodo di negoziazione, l’amministrazione potrebbe valutare dazi, quote o incentivi agli investimenti nazionali. Eventuali controlli più rigidi sulle importazioni potrebbero aumentare i costi o limitare le forniture per i produttori. Non vi sono cambiamenti immediati ai dazi, ma la revisione delle importazioni di robotica lascia incerto il futuro della politica commerciale.
Neutral
L'annuncio non costituisce un catalizzatore diretto per il mercato delle criptovalute: non riguarda gli asset digitali, la regolamentazione delle criptovalute né la liquidità dei mercati finanziari. È quindi probabile che il suo impatto immediato sulle contrattazioni sia limitato, mentre la decisione di rinviare i dazi di 180 giorni riduce il rischio di un improvviso shock dei costi. I trader di criptovalute potrebbero comunque tenere d'occhio il sentiment generale di rischio se i negoziati dovessero deteriorarsi o se gli Stati Uniti introducessero in seguito restrizioni alle importazioni. Nel breve termine, è probabile che i movimenti di mercato siano guidati più da indicatori consolidati, come l'andamento del bitcoin, i tassi di funding, la liquidità e i dati macroeconomici, che da questo annuncio. Nel lungo termine, i dazi o le interruzioni delle forniture potrebbero alimentare le preoccupazioni sull'inflazione e influenzare le aspettative sui tassi d'interesse, con possibili ripercussioni sugli asset rischiosi, comprese le criptovalute. Tali effetti restano condizionali: l'articolo riferisce di negoziati e possibili misure future, non di dazi già in vigore.