Gli Stati Uniti detengono il 72% della capacità di calcolo globale per l’IA dal 2022
Epoch AI stima che dal 2022 gli Stati Uniti abbiano acquisito il 72% della capacità globale di calcolo per l’IA e che la loro quota della nuova capacità aggiunta sia salita al 78% nel primo semestre del 2026. La Cina rappresenta circa il 10% della capacità globale di calcolo per l’IA, nonostante possieda circa il 18% dei chip per l’IA in termini di unità. Secondo la ricerca, la differenza riflette il maggiore ricorso della Cina a chip dalle prestazioni inferiori e le restrizioni all’esportazione. Le stime si basano su registri doganali che tracciano i chip avanzati confezionati a Taiwan. I risultati indicano una concentrazione delle infrastrutture per l’IA e il perdurare della competizione tra Stati Uniti e Cina, ma l’articolo non individua alcun impatto diretto sui prezzi o sulle attività di trading delle criptovalute.
Neutral
Il rapporto descrive la concentrazione geografica della capacità di calcolo per l’IA, non un cambiamento nella domanda di criptovalute, nella regolamentazione o nell’attività della rete. Non offre quindi un chiaro segnale diretto per il trading di asset digitali. Nel breve termine, i trader possono monitorare i titoli delle aziende tecnologiche e dei semiconduttori collegati, oltre al più ampio orientamento al rischio dei mercati, ma è improbabile che questi dati, da soli, muovano i prezzi delle criptovalute. Nel lungo termine, il continuo investimento nelle infrastrutture per l’IA potrebbe sostenere la domanda di centri dati ed energia, con possibili effetti indiretti sui miner di criptovalute che condividono tali risorse. Tuttavia, il rapporto non quantifica questo legame. In passato, i rialzi di mercato legati all’IA hanno spesso sostenuto i titoli tecnologici e talvolta migliorato il sentiment verso gli asset rischiosi, ma la reazione delle criptovalute è variata in funzione della liquidità, dei tassi d’interesse e dei catalizzatori specifici del settore crypto. La posizione di leadership degli Stati Uniti e le restrizioni alle esportazioni potrebbero inoltre influire sulla percezione dei rischi della catena di approvvigionamento, anche se questo articolo non fornisce prove di un’immediata interruzione. Nel complesso, le informazioni sono strategicamente rilevanti per il settore tecnologico, ma hanno implicazioni dirette limitate per la stabilità del mercato delle criptovalute.