Il conflitto con l’Iran spinge i prezzi del carburante negli Stati Uniti verso livelli record

Il conflitto con l’Iran sta facendo aumentare i prezzi dei carburanti negli Stati Uniti, mentre le tensioni geopolitiche minacciano le catene di approvvigionamento del petrolio in Medio Oriente. I prezzi nazionali della benzina sono saliti da circa 4,06 a 4,071 dollari al gallone, mentre il diesel è aumentato da circa 5,13 a 5,599 dollari, secondo gli ultimi dati della US Energy Information Administration. David Goldwyn, ex inviato per l’energia del Dipartimento di Stato, ha dichiarato che la guerra in corso sta esercitando ulteriore pressione sui mercati dei carburanti e aumentando i timori per l’inflazione globale. Il conflitto con l’Iran ha inoltre modificato le aspettative sul petrolio greggio. I prezzi dei mercati predittivi indicano una probabilità dell’1,4% di un nuovo massimo storico entro il 30 settembre, in calo rispetto al 6,5% della valutazione precedente. La probabilità di un record entro il 31 dicembre è scesa al 10%, dal 15,5%. Ciò suggerisce che i trader vedono un rischio rialzista inferiore nel breve periodo, sebbene le interruzioni dell’offerta nel lungo termine restino una preoccupazione. I trader di criptovalute dovrebbero monitorare un’ulteriore escalation, le decisioni dell’OPEC sulla produzione, le indicazioni dell’Agenzia internazionale per l’energia, i commenti dei funzionari sauditi dell’energia e qualsiasi modifica alle sanzioni o alle politiche commerciali. Un’inflazione persistente dei carburanti potrebbe mantenere elevati i timori sui tassi d’interesse e sulla propensione al rischio, pesando potenzialmente sulla stabilità del mercato delle criptovalute. Non è stata menzionata alcuna criptovaluta specifica.
Neutral
Non è stata menzionata alcuna criptovaluta o progetto crypto specifico, pertanto l’impatto diretto sul prezzo di una criptovaluta determinata è neutrale. Indirettamente, prezzi più elevati della benzina e del diesel negli Stati Uniti potrebbero rafforzare le aspettative d’inflazione e ritardare un allentamento dei tassi d’interesse, pesando nel breve termine sugli asset speculativi come le criptovalute. Tuttavia, i prezzi dei mercati di previsione mostrano che le aspettative di un nuovo record del prezzo del greggio sono diminuite sia per settembre sia per dicembre, riducendo il rischio immediato di un ulteriore shock sui prezzi dell’energia. Nel lungo periodo, qualsiasi escalation che interrompa le forniture di petrolio potrebbe aumentare la volatilità, rafforzare la domanda di beni rifugio e ridurre la propensione al rischio nel settore crypto. Gli operatori dovrebbero quindi monitorare i prezzi dell’energia, le aspettative sulle banche centrali e la liquidità complessiva del mercato, invece di considerare il rapporto un catalizzatore diretto per le criptovalute.