I dati statunitensi sul PIL e sul PCE potrebbero influenzare i tassi della Fed e le criptovalute
I dati sul PIL statunitense del terzo trimestre e sull’inflazione PCE di settembre saranno pubblicati il 29 ottobre alle 8:30 ET, un giorno dopo che la Federal Reserve ha mantenuto il tasso di riferimento al 3,75%-4,00% con un voto di 10 a 2. Entrambi i dissenzienti erano favorevoli a un aumento dei tassi. I mercati prevedono una crescita annualizzata del PIL di circa il 3,2%, un aumento mensile dello 0,3% e annuo del 3,1% dell’inflazione PCE core; ad agosto l’inflazione PCE complessiva era al 3,4% su base annua.
Gli operatori esamineranno i dati sul PIL e sul PCE, compresi i consumi, gli investimenti delle imprese, le scorte e il commercio, per cercare indicazioni sulla decisione sui tassi della Fed di dicembre. Una crescita robusta accompagnata da un’inflazione più elevata potrebbe far salire i rendimenti dei Treasury e rafforzare le prospettive di una politica monetaria più restrittiva; una crescita più debole e un’inflazione in calo potrebbero invece ridurre le aspettative sui tassi, ma alimentare le preoccupazioni sullo slancio dell’economia. Per i mercati delle criptovalute, questi dati sono catalizzatori macroeconomici, non notizie direttamente legate agli asset digitali: i movimenti dei rendimenti, del dollaro statunitense e della propensione generale al rischio potrebbero provocare volatilità nel breve periodo.
Neutral
Le pubblicazioni del PIL e del PCE non modificano direttamente i fondamentali di una specifica criptovaluta, perciò nel complesso l’impatto atteso sui prezzi è neutrale. Nel breve termine, eventuali sorprese sul PIL o sul PCE core potrebbero influire sui rendimenti dei Treasury, sul dollaro statunitense e sulle aspettative sui tassi, inducendo i trader a rivedere l’esposizione alle criptovalute e ad altri asset rischiosi. Una crescita robusta accompagnata da un’inflazione più alta del previsto potrebbe pesare sulle criptovalute se aumentano i rendimenti e il dollaro; un’inflazione più contenuta potrebbe sostenere i prezzi se i mercati prevedono tassi più bassi. Sono possibili anche reazioni opposte, qualora i dati modifichino le aspettative sulla crescita economica o la propensione al rischio.
Nel più lungo periodo, i rapporti potrebbero contribuire a orientare le aspettative sulla decisione della Fed di dicembre e sulle prospettive generali di liquidità. Pubblicazioni macroeconomiche simili hanno spesso provocato volatilità in prossimità della loro diffusione, ma i loro effetti duraturi sulle criptovalute sono dipesi da come hanno modificato le aspettative sulla politica monetaria e la domanda degli investitori per gli asset rischiosi. Non essendo indicati un token specifico né una direzione precisa, è preferibile considerare questi dati un catalizzatore di volatilità, piuttosto che un chiaro segnale rialzista o ribassista.