Il governo degli Stati Uniti detiene 328.372 BTC mentre i trasferimenti attirano l’attenzione

Si stima che il governo degli Stati Uniti detenesse 328.372 BTC all’inizio di ottobre 2026, anche se i diversi tracker indicano un totale compreso tra circa 319.000 e 328.000 BTC, poiché non concordano su quali wallet appartengano alle agenzie federali. La quantità stimata è diminuita di circa 1.635 BTC quest’anno. Nella prima settimana di ottobre, wallet collegati al governo hanno trasferito circa 17.733 BTC, principalmente verso Coinbase Prime. Non è stata confermata alcuna vendita; i trasferimenti potrebbero essere dovuti a cambiamenti nella custodia. L’Ordine esecutivo 14233, che ha istituito la Riserva strategica di Bitcoin nel marzo 2025, vieta la vendita degli asset sequestrati e ha interrotto le vendite di routine delle monete confiscate. Si stima che le riserve di Bitcoin del governo, provenienti da sequestri e confische e comprendenti asset collegati all’hack di Bitfinex e a Silk Road, valessero tra 26 e 28 miliardi di dollari, con il BTC a 82.000–83.000 dollari. Si tratta di circa 16 miliardi di dollari in meno rispetto al picco di fine 2025, soprattutto perché è sceso il prezzo di Bitcoin e non perché il governo abbia venduto le proprie monete. Anche David Sacks, consigliere della Casa Bianca per le criptovalute, ha dichiarato che i Bitcoin venduti in precedenza per circa 366 milioni di dollari varrebbero oggi all’incirca 17 miliardi di dollari. Per i trader, i trasferimenti meritano di essere monitorati, ma non confermano una vendita imminente né creano una nuova e chiara fonte di offerta sul mercato.
Neutral
La notizia è neutrale per Bitcoin perché i trasferimenti segnalati non sono stati confermati come vendite e le regole della Riserva Strategica di Bitcoin vietano la vendita degli asset sequestrati. I trasferimenti verso Coinbase Prime possono indurre cautela nel breve termine, poiché i trader potrebbero interpretare i movimenti collegati agli exchange come un possibile preludio a vendite. Tuttavia, i movimenti segnalati potrebbero invece essere legati alla custodia, quindi non dimostrano che altri BTC stiano entrando sul mercato. Il calo stimato di 16 miliardi di dollari nel valore della riserva riflette la discesa di Bitcoin dal picco raggiunto a fine 2025, non una riduzione analoga delle monete detenute dal governo. Ciò rende la valutazione un promemoria della volatilità del prezzo di Bitcoin, piuttosto che un nuovo shock dell’offerta. Nel lungo periodo, la politica della riserva di non vendere potrebbe limitare il rischio di liquidazioni da parte del governo, anche se l’incertezza sull’attribuzione dei wallet e sulle politiche future potrebbe comunque influenzare il sentiment. Nel complesso, i dati non offrono un chiaro catalizzatore direzionale per BTC in assenza di conferme di vendite o di un cambiamento nella politica della riserva.