Wallet collegati agli Stati Uniti spostano BTC sequestrati e 470 milioni di dollari in criptovalute

Un rapporto successivo ha riferito che un wallet collegato al governo degli Stati Uniti ha trasferito circa 470 milioni di dollari in criptovalute sequestrate, inclusi 4.695 BTC, WBTC e USDT. Arkham e Bitcoin News hanno riportato i trasferimenti, mentre l’analista @TimechainIndex ha individuato i BTC in quattro transazioni. Gli asset erano collegati a sequestri relativi all’hack di Bitfinex e a FTX/Alameda; una parte dei fondi è stata inviata a indirizzi di deposito di Coinbase Prime. I trasferimenti sono avvenuti dopo un precedente rapporto su 833,599 BTC, per un valore di circa 71,56 milioni di dollari, inviati a Coinbase Prime, e 40.285 BNB, per un valore di circa 31,63 milioni di dollari, spostati in un nuovo wallet. Quelle disponibilità precedenti erano collegate, rispettivamente, ai casi Potapenko/Turogin e Bitfinex, e ai sequestri di FTX/Alameda. Nessuno dei due rapporti ha confermato una vendita. I depositi su Coinbase Prime possono indurre i trader a tenere d’occhio eventuali ulteriori trasferimenti, ma un trasferimento da solo non dimostra che sia avvenuta una vendita. Un ordine esecutivo del 2025 vieta la vendita dei BTC detenuti nella Riserva strategica di Bitcoin; gli altri asset confiscati sono gestiti nell’ambito di un quadro distinto del Tesoro per la costituzione di una riserva di asset.
Neutral
I rapporti descrivono trasferimenti consistenti di BTC sequestrati e di altri asset, compresi depositi su Coinbase Prime, che i trader potrebbero interpretare come un possibile preludio alla vendita. Ciò potrebbe suscitare preoccupazioni nel breve termine per un possibile aumento dell’offerta, soprattutto se si registrassero ulteriori trasferimenti verso gli exchange. Tuttavia, nessuno dei due rapporti conferma che sia avvenuta una vendita; pertanto, i soli trasferimenti non dimostrano né un’immediata pressione di vendita né un cambiamento dell’offerta sul mercato. Il rapporto precedente rilevava inoltre che i BTC detenuti nella Riserva strategica di Bitcoin non possono essere venduti in base a un ordine esecutivo del 2025, mentre gli altri asset confiscati sono gestiti separatamente; i trasferimenti segnalati non dimostrano che fossero coinvolti BTC appartenenti a tale riserva. Nel breve termine, i trader potrebbero monitorare l’attività dei wallet e i flussi verso gli exchange per cercare conferme. Nel lungo termine, l’impatto sul prezzo dipende dall’effettiva vendita degli asset e dalla liquidità e dalla domanda complessive del mercato. Sulla base delle informazioni disponibili, l’impatto diretto sul prezzo del BTC è quindi neutrale.