L’intervento sullo yen tra Stati Uniti e Giappone si avvicina a 96 miliardi di dollari: guarda il rischio del carry trade su BTC
USA e Giappone hanno coordinato un intervento sullo yen per contenere la “volatilità eccessiva”, mettendo in campo quasi 96 miliardi di dollari in due giorni. Il Ministero delle Finanze giapponese (MOF) ha dichiarato di aver acquistato yen con il Tesoro USA il 31 luglio, mentre i dati preliminari della BoJ indicano circa 59,0 miliardi di dollari (giovedì scorso) più 36,6 miliardi (venerdì scorso). Lo yen ha rimbalzato dall’area di 164 (vicino ai minimi di 40 anni) fino a circa 155, per poi indebolirsi di nuovo.
Per i trader di crypto, la domanda chiave è se questo intervento sullo yen inneschi un unwind del carry trade che irrigidisca condizioni finanziarie più ampie. L’aggiornamento successivo segnala che il BTC è sceso fino a circa 62.382 dollari prima di recuperare sopra 64.000, suggerendo che non ci sia ancora una liquidazione forzata generalizzata.
L’attenzione passa ai tassi: l’aumento dei rendimenti dei titoli di stato giapponesi potrebbe sottrarre capitali dai Treasury USA e da altri asset a rischio. Il Giappone detiene circa 1,14 trilioni di dollari in Treasury USA, quindi una difesa continua dello yen potrebbe aumentare la probabilità di pressione sul mercato dei Treasury tramite vendite di riserve o minore domanda estera da parte di banche giapponesi, assicuratori e fondi pensione.
Da monitorare: la velocità dei movimenti sui cambi (FX), la volatilità dello yen e i cambiamenti nelle aspettative sui tassi giapponesi. Un rally dello yen disordinato potrebbe costringere a ridurre la leva e far scendere il BTC, mentre una stabilizzazione controllata probabilmente limiterebbe i danni. Il prossimo rischio di trading riguarda le dinamiche del carry trade, più che qualsiasi singolo movimento giornaliero.
Bearish
Sebbene il rimbalzo dello yen dopo l’intervento sullo yen sia uno stabilizzatore nel breve periodo, entrambi gli aggiornamenti enfatizzano il meccanismo di trading: se la forza dello yen accelera o diventa disordinata, i carry trade con leva possono essere smontati. Questo di solito stringe la liquidità e spinge gli investitori fuori dagli asset a rischio, incluso il BTC. Il secondo articolo aggiunge che il BTC ha già testato circa 62,4 mila dollari e si è ripreso solo dopo, suggerendo che il mercato sia sensibile al rischio di deleveraging guidato dal FX.
Nel breve termine, aspettative di tassi più elevati in Giappone e rendimenti dei JGB possono sottrarre domanda ai Treasury e aumentare lo stress di finanziamento, pesando sul BTC anche senza liquidazioni immediate. Nel lungo termine, l’impatto dipende dal fatto che il Giappone mantenga o meno gli aumenti dei tassi (pressione più duratura) o che l’intervento riesca a smorzare la volatilità (effetto più neutrale). L’effetto netto sul prezzo del BTC è sbilanciato al ribasso a meno che la stabilizzazione dello yen resti ordinata e le uscite dai carry trade rimangano contenute.