Gli Stati Uniti puntano a sequestrare fino a 1 miliardo di dollari in criptovalute legate all’Iran
Le autorità statunitensi affermano di aver individuato criptoattività legate all’Iran potenzialmente per un valore massimo di 1 miliardo di dollari nell’ambito di una più ampia campagna di sanzioni. Secondo quanto riferito, alcuni fondi sarebbero collegati al Corpo delle guardie della rivoluzione islamica. Non è stato confermato alcun sequestro e resta incerto l’ammontare che sarà effettivamente recuperato. Le autorità non hanno precisato di quali attività si tratti né se siano detenute da piattaforme di scambio, custodi o direttamente dai proprietari. Questi dettagli sono importanti: le piattaforme centralizzate e le stablecoin possono essere più facili da congelare, mentre controllare Bitcoin ed Ether detenuti in autocustodia può essere più difficile senza le chiavi private o la collaborazione dei titolari.
Tether afferma di aver congelato nel 2026 circa 550 milioni di dollari in USDT collegati a indirizzi iraniani, compresi fondi associati alla banca centrale iraniana. Anche il Dipartimento del Tesoro degli Stati Uniti ha sanzionato piattaforme di scambio legate all’Iran, tra cui BitBank, per il presunto sostegno ai pagamenti destinati al regime iraniano. Un caso distinto, a settembre, ha riguardato un’ordinanza giudiziaria per sequestrare circa 61 milioni di dollari in USDT e il deposito di un’azione civile di confisca. Chainalysis ha stimato che nel 2025 l’ecosistema cripto iraniano abbia movimentato oltre 7,78 miliardi di dollari di valore on-chain, precisando però che non tutta l’attività corrisponde a fondi governativi o militari.
Questi sviluppi mostrano come il tracciamento della blockchain e gli emittenti centralizzati di stablecoin possano favorire l’applicazione delle sanzioni. Evidenziano inoltre che le criptoattività legate all’Iran, in particolare gli USDT, possono essere tracciate e congelate, mettendo in discussione l’idea che le criptovalute offrano un modo affidabile per aggirare le restrizioni finanziarie.
Neutral
È probabile che l’impatto diretto sul prezzo delle criptovalute citate sia limitato, quindi il quadro generale è neutrale. USDT è progettato per mantenere la parità con il dollaro e il congelamento di indirizzi specifici non indica di per sé un cambiamento nel suo prezzo di mercato o nelle riserve a suo sostegno. Tuttavia, la notizia potrebbe alimentare nel breve periodo le preoccupazioni dei trader riguardo ai blocchi a livello di indirizzo, alla conformità degli exchange e al rischio che determinati fondi in USDT diventino inaccessibili. Tali preoccupazioni potrebbero causare trasferimenti circoscritti o variazioni temporanee della liquidità, anziché una rivalutazione generalizzata di USDT, BTC o ETH.
Nel lungo periodo, l’episodio rafforza i controlli di conformità associati alle stablecoin centralizzate e potrebbe influire sul modo in cui i trader valutano i rischi di custodia e di controparte. Un’applicazione più ampia delle misure potrebbe intensificare i controlli sulle piattaforme crypto e spingere alcuni utenti a preferire la custodia autonoma, anche se ciò non garantisce protezione da sanzioni o azioni legali. A meno che le misure non si estendano in modo sostanziale o non compromettano la fiducia nella parità di USDT o nella liquidità complessiva del mercato, è improbabile che l’episodio, da solo, generi una tendenza duratura dei prezzi delle criptovalute citate.