L’OFAC sanziona una rete nordcoreana di riciclaggio di criptovalute

Le sanzioni statunitensi annunciate dall’Office of Foreign Assets Control (OFAC) del Dipartimento del Tesoro colpiscono 10 persone e un’entità accusate di sostenere le frodi dei lavoratori nordcoreani del settore informatico e il riciclaggio di criptovalute. Secondo le accuse, il piano utilizzava false identità per far assumere lavoratori nordcoreani da aziende legittime e trasferiva poi i loro guadagni tramite criptovalute e intermediari finanziari per sostenere i programmi di armamenti. Tra i soggetti designati figurano i cittadini russi Ilya Boykov, che avrebbe convertito circa 3,5 milioni di dollari in criptovalute per la società Alis, collegata alla Corea del Nord, dal 2024, e Vitold Obertas, che avrebbe convertito quasi 2 milioni di dollari per funzionari nordcoreani dall’inizio del 2025. L’OFAC ha inoltre indicato i cittadini nordcoreani Kim Ki Hyok e Kim Hyo Dong, che secondo le notizie gestivano squadre di lavoratori in Russia; FFTDC, con sede in Russia; e sei lavoratori nordcoreani del settore informatico. Secondo quanto riferito, i sei lavoratori hanno generato oltre 750.000 dollari per FFTDC dal 2025. Le notizie successive aggiungono che Chainalysis ha tracciato flussi legati ai guadagni dei lavoratori, a intermediari russi e all’exchange sanzionato Garantex. Riferiscono inoltre che gli agenti nordcoreani hanno usato l’intelligenza artificiale generativa per personalizzare le candidature di lavoro e nascondere la propria identità. Secondo le stime dell’ONU, questi schemi di lavoratori informatici generano da 250 a 600 milioni di dollari l’anno. Anche l’Australia e l’UE hanno annunciato misure correlate. Le sanzioni dell’OFAC aumentano i rischi di verifica e conformità per le società di criptovalute, ma prendono di mira facilitatori specifici e non indicano un cambiamento generalizzato delle condizioni del mercato delle criptovalute.
Neutral
Le sanzioni colpiscono persone ed entità specifiche accusate di riciclare proventi derivanti dalle criptovalute, anziché una criptovaluta, un protocollo o un meccanismo di mercato generale. Non viene individuato alcun cambiamento diretto nell’offerta, nella domanda o nei fondamentali di un token importante, quindi è probabile che l’impatto immediato sui prezzi sia limitato. I trader potrebbero mostrare una cautela temporanea nei confronti degli exchange e delle transazioni soggetti a requisiti di conformità, ma le notizie non indicano una perturbazione generalizzata del mercato. Nel lungo periodo, il proseguimento delle misure di contrasto potrebbe aumentare i costi di conformità e i controlli sulle aziende del settore crypto, mentre qualsiasi effetto sui prezzi dipenderebbe dall’eventualità che ulteriori interventi limitino in modo sostanziale l’accesso agli scambi o la liquidità. Annunci di sanzioni simili si sono generalmente rivelati più rilevanti per la conformità normativa e le singole piattaforme che per l’andamento complessivo dei prezzi delle criptovalute.