Azioni statunitensi: il basso posizionamento alimenta le speranze di un rally di fine anno
Le banche di Wall Street e le società di trading intravedono le condizioni per un possibile rally di fine anno delle azioni statunitensi dopo le elezioni di metà mandato negli USA. Citadel Securities afferma che l’esposizione netta dei CTA alle azioni statunitensi è vicina al livello più basso dal 2018, mentre gli investitori retail hanno acquistato azioni per quasi 33 miliardi di dollari in 22 sessioni di borsa consecutive a partire dal 5 ottobre. Si prevede che la quota della capitalizzazione di mercato dell’S&P 500 idonea ai riacquisti raggiunga l’85% entro il 9 novembre.
Anche le valutazioni sono diminuite: il rapporto prezzo/utili del Nasdaq 100 è pari a 19,1, il livello più basso dall’ottobre 2022, mentre il multiplo dei titoli dei semiconduttori dell’S&P 500 è sceso a 13,8. Nel frattempo, da fine giugno le stime sugli utili futuri sono aumentate del 32% per le memorie, del 31% per le infrastrutture di IA e del 30% per i semiconduttori. JPMorgan mantiene una posizione tatticamente rialzista e raccomanda di combinare titoli tecnologici e ciclici. HSBC afferma che una possibile IPO di Anthropic potrebbe migliorare ulteriormente il sentiment nei confronti dei titoli tecnologici. Questi segnali sostengono l’ipotesi di un rimbalzo delle azioni statunitensi, ma non lo garantiscono.
Bullish
L’articolo è moderatamente rialzista per i mercati delle criptovalute, ma il collegamento è indiretto: riguarda le azioni statunitensi, non gli asset digitali. Il basso posizionamento sistematico, gli acquisti al dettaglio costanti, la ripresa dei riacquisti azionari da parte delle società e le valutazioni più basse del settore tecnologico, insieme a prospettive sugli utili più solide, indicano la possibilità di una più ampia svolta verso una maggiore propensione al rischio. Se gli investitori ricostituiranno l’esposizione agli asset di crescita, le criptovalute potrebbero beneficiarne grazie a un miglioramento della propensione al rischio e a una rinnovata domanda di asset più volatili, come bitcoin ed ether.
Alcuni episodi passati mostrano che i rialzi successivi alle elezioni o i rimbalzi dopo forti riduzioni delle posizioni possono sostenere le criptovalute quando migliorano liquidità e sentiment. Tuttavia, l’andamento storico delle azioni non è un indicatore affidabile per le criptovalute, e il dato citato nell’articolo — secondo cui l’S&P 500 registra un rialzo nel 95% dei casi nei 12 mesi successivi alle elezioni di metà mandato — non dimostra un rapporto causale con gli asset digitali. I prezzi delle criptovalute restano sensibili ai propri fattori determinanti, tra cui le aspettative sui tassi d’interesse, la forza del dollaro, i flussi dei fondi, la leva finanziaria e le notizie normative.
Nel breve termine, un rialzo duraturo delle azioni statunitensi potrebbe sostenere i prezzi delle criptovalute, mentre una nuova fase di volatilità o un’inversione del sentiment azionario potrebbero provocare vendite correlate. Nel lungo termine, una crescita continua degli utili e una propensione al rischio duratura sarebbero più favorevoli dei soli dati sul posizionamento. I trader dovrebbero quindi considerare la notizia come un contesto macroeconomico moderatamente positivo, non come un segnale d’acquisto autonomo.