Il sostegno alle criptovalute negli Stati Uniti è indietro di 22 punti rispetto a quello alla tecnologia finanziaria
Un nuovo sondaggio di Ipsos evidenzia il divario tra il sostegno alla tecnologia finanziaria e quello alle criptovalute. Il 35% degli adulti statunitensi vorrebbe che i candidati politici sostenessero l’innovazione nel settore della tecnologia finanziaria, ma solo il 13% è dello stesso avviso quando vengono menzionate nello specifico la blockchain, le criptovalute e la finanza decentralizzata (DeFi): una differenza di 22 punti in vista delle elezioni di metà mandato del novembre 2026.
Il sondaggio, commissionato dalla DeFi Education Foundation e condotto dall’8 al 16 settembre su 1.545 adulti statunitensi, ha rilevato che il 74% ritiene necessarie riforme del sistema finanziario affinché le persone abbiano più controllo sul proprio denaro e sui propri beni. Tuttavia, solo il 9% ha dichiarato di conoscere molto o moltissimo le criptovalute e appena il 5% ha riferito di nutrire una fiducia sostanziale nelle piattaforme decentralizzate.
La quota di persone che hanno posseduto o utilizzato criptovalute almeno una volta è salita al 22%, rispetto al 18% del 2025, ma la percentuale di chi le ha utilizzate nell’ultimo anno è rimasta al 13%. Tra gli intervistati disposti a provare la DeFi, l’85% era interessato al risparmio e l’82% all’invio di denaro ad amici o familiari negli Stati Uniti. Per chi fa trading di criptovalute, i risultati suggeriscono che la richiesta di riforme finanziarie non si è ancora tradotta in un sostegno diffuso alle politiche sulle criptovalute né in una maggiore adozione recente.
Neutral
Il sondaggio non è un catalizzatore diretto per una specifica criptovaluta e non contiene cambiamenti normativi né dati sull’adozione capaci di muovere il mercato e di alterare chiaramente domanda e offerta nel breve termine. Nel breve periodo, i trader potrebbero interpretare i bassi livelli di familiarità e fiducia nelle criptovalute, insieme al dato del 13% di utilizzo recente, come prova del fatto che l’adozione mainstream resta limitata. Ciò potrebbe frenare il sentiment positivo, ma i risultati da soli non delineano un chiaro segnale ribassista sui prezzi.
Nel lungo periodo, il contrasto tra le ampie richieste di riforma finanziaria e il minore sostegno alle criptovalute esplicitamente etichettate suggerisce che i casi d’uso pratici possano contare più delle narrazioni speculative nel favorire l’adozione. L’interesse per il risparmio e i trasferimenti nazionali potrebbe rafforzare la validità dei servizi utili basati su blockchain, se si traducesse in un utilizzo effettivo; tuttavia, il sondaggio non dimostra che tale interesse si sia già convertito in un aumento dell’attività. Non essendo identificato alcun token specifico e non essendoci cambiamenti immediati nei fondamentali del mercato, l’impatto previsto sui prezzi delle cripto-attività è neutrale.