Le aste del Tesoro USA raggiungono la cifra record di 839 miliardi di dollari

Questa settimana le aste del Tesoro statunitense hanno raccolto la cifra record di 839 miliardi di dollari attraverso 11 collocamenti di titoli a breve e medio termine, superando il precedente record di 834 miliardi stabilito un anno fa. La maggior parte dei proventi servirà a rimborsare il debito in scadenza. Il nuovo indebitamento netto è stato di 106 miliardi di dollari, ben al di sotto dei livelli record registrati durante la pandemia, a marzo e aprile 2020, quando la raccolta netta settimanale raggiunse un picco di circa 362 miliardi. Le aste record del Tesoro statunitense potrebbero attirare l’attenzione degli operatori di obbligazioni e criptovalute, perché una forte emissione di debito può alimentare preoccupazioni sui costi di finanziamento e sui rendimenti dei Treasury. Tony Fallon, di Mischler Financial Group, ha affermato che gli investitori potrebbero chiedere rendimenti più elevati. Tuttavia, il totale lordo delle aste sovrastima il nuovo indebitamento del governo, quindi i dati, da soli, non confermano un netto aumento della pressione finanziaria.
Neutral
Il record di 839 miliardi di dollari nelle aste dei titoli del Tesoro statunitense rappresenta un potenziale rischio macroeconomico per i mercati, ma la cifra include una quota sostanziale di rifinanziamento dei Treasury bill in scadenza. Il nuovo indebitamento netto è stato di 106 miliardi di dollari, quindi i dati non segnalano di per sé un aumento eccezionale della nuova offerta. Per i trader di criptovalute, il principale canale di trasmissione è rappresentato dai rendimenti dei Treasury: se gli investitori chiedono rendimenti più elevati, i rendimenti privi di rischio diventano più allettanti e le condizioni finanziarie potrebbero inasprirsi, pesando potenzialmente su Bitcoin e sugli altri asset rischiosi. Nel breve termine, i trader possono monitorare la domanda alle aste, i rendimenti e le aspettative generali sui tassi per individuare eventuali segnali di tensione; è improbabile che il totale delle aste, da solo, determini la direzione dei prezzi delle criptovalute. Il confronto con marzo e aprile 2020 è importante: durante la pandemia le aste comportavano un indebitamento netto settimanale in contanti molto più elevato, a differenza dei dati attuali. Nel lungo termine, deficit persistenti ed emissioni consistenti potrebbero mantenere la pressione sui rendimenti e sulla liquidità, creando ostacoli per gli asset speculativi. Tuttavia, in assenza di prove di una domanda debole alle aste o di un aumento persistente dei rendimenti, è più appropriata una valutazione neutrale che una chiaramente ribassista o rialzista.