I rendimenti dei Treasury USA salgono mentre aumenta la domanda di beni rifugio

Il 22 ottobre i rendimenti dei Treasury statunitensi hanno registrato il calo giornaliero più marcato dalla crisi delle banche regionali del marzo 2023, scendendo di 15–21 punti base lungo tutte le scadenze. Il rendimento del decennale ha chiuso al 4,95%. JPMorgan ha affermato che il rialzo è stato determinato dall’ampliamento degli spread tra i titoli di Stato francesi e tedeschi e dalla persistente debolezza dei titoli tecnologici, non da un miglioramento sostanziale dei fondamentali economici statunitensi. La banca ha dichiarato che gli investitori privati esteri continuano a essere forti acquirenti di Treasury a più lunga scadenza, nonostante le preoccupazioni per la de-dollarizzazione. Le recenti aste dei titoli a 10 e 30 anni hanno registrato una domanda finale storicamente elevata, mentre i dati di agosto hanno evidenziato gli acquisti netti esteri di Treasury a lungo termine più consistenti da oltre un anno. JPMorgan ha individuato nell’intervallo 4,94%–5,02% una zona di resistenza chiave per il rendimento decennale. Ha messo in guardia dal scommettere contro il rialzo dei bond finché gli asset rischiosi non mostreranno chiari segnali di stabilizzazione. La banca ha inoltre confermato la raccomandazione di mantenere posizioni che puntano a un irripidimento della curva dei rendimenti tra i titoli a 10 e 30 anni, un’operazione che considera di valore relativo.
Bearish
Le notizie indicano una diffusa fase di avversione al rischio: le tensioni sui titoli di Stato europei e il calo dei titoli tecnologici spingono gli investitori a cercare la sicurezza dei Treasury statunitensi. Per chi opera nel settore delle criptovalute, questo contesto probabilmente peserà nel breve periodo su Bitcoin e sugli altri asset digitali: le criptovalute vengono spesso negoziate come asset ad alto beta e ad alto rischio, e forti ribassi azionari o un aumento della volatilità dei mercati possono innescare una riduzione dell’esposizione al rischio, liquidazioni e una minore domanda di posizioni speculative. C’è un fattore di segno opposto. Il calo dei rendimenti dei Treasury può attenuare la pressione sulle condizioni finanziarie e, se prosegue, sostenere gli asset sensibili alla liquidità. L’articolo descrive anche una forte domanda estera di Treasury a più lunga scadenza, suggerendo che il rialzo dei titoli di Stato rifletta flussi verso beni rifugio piuttosto che un chiaro miglioramento delle condizioni economiche. La distinzione è importante: la fuga verso la sicurezza può essere negativa per le criptovalute anche quando i rendimenti scendono. In passato, gli episodi di avversione al rischio trainati dai mercati azionari hanno spesso provocato volatilità e debolezza a breve termine nelle criptovalute, anche se l’effetto può attenuarsi se i mercati si stabilizzano e i rendimenti più bassi riaccendono le aspettative di condizioni finanziarie più accomodanti. Gli operatori dovrebbero quindi monitorare la stabilità dei mercati azionari, i rendimenti dei Treasury e gli indicatori generali di volatilità, oltre ai flussi specifici delle criptovalute. Nel lungo periodo, l’articolo non individua cambiamenti diretti nella regolamentazione, nell’adozione o nei fondamentali delle criptovalute: le implicazioni sono quindi indirette e potrebbero invertirsi se torna la propensione al rischio.