Il Vietnam apre la finestra per le licenze agli exchange di asset digitali sotto regole severe
La State Securities Commission (SSC) del Vietnam ha aperto il periodo per le domande il 20 gennaio 2026 per le licenze operative delle piattaforme di scambio di asset digitali, dando formalmente il via a un progetto pilota di cinque anni lanciato nel settembre 2025. La mossa segue la Digital Technology Industry Law (efficace dal 1° gennaio 2026) e le procedure amministrative previste dalla Risoluzione/Decisione n.96. Il pilota stabilisce requisiti di accesso stringenti: i richiedenti devono essere entità giuridiche vietnamite, possedere un capitale versato minimo di VND 100.000 miliardi (≈USD 380 milioni), garantire che azionisti domestici/istituzionali controllino almeno il 65% delle azioni con diritto di voto e porre un limite del 49% alla proprietà straniera. Il quadro proibisce l’emissione di asset sostenuti da valuta fiat o titoli e non conferisce lo status di moneta legale agli asset digitali. I regolatori avevano in precedenza dichiarato che non erano pervenute domande a causa delle soglie elevate; da allora diverse grandi banche e società di intermediazione (tra cui SSI Digital/SSI Securities, VIXEX/VIX Securities, Military Bank, Techcombank e VPBank) hanno manifestato l’intenzione di presentare domanda. All’apertura della finestra per le licenze, le autorità non hanno confermato l’avvenuta ricezione o approvazione di domande. I trader dovrebbero tenere presente la data di inizio delle domande, gli alti requisiti di capitale e proprietà, la probabile predominanza di grandi istituzioni finanziarie nazionali in qualsiasi mercato autorizzato e la probabilità di un rollout lento e strettamente controllato — fattori che potrebbero limitare la liquidità e la concorrenza tra exchange nel breve termine.
Neutral
L'annuncio è probabilmente neutro per l'andamento dei prezzi delle criptovalute. Crea un percorso regolamentare chiaro che riduce l'incertezza legale —un sviluppo strutturale positivo— ma le soglie molto elevate di capitale e proprietà, le regole rigorose (divieto di token garantiti da fiat o titoli) e la probabile concentrazione delle licenze tra grandi banche e broker nazionali implicano un accesso immediato al mercato limitato, bassa liquidità nel breve termine e scarsa pressione concorrenziale. Nel breve periodo questo riduce la possibilità di una forte reazione rialzista perché il nuovo accesso retail e la concorrenza tra exchange sembrano vincolati. A medio-lungo termine la chiarezza normativa potrebbe essere di supporto se vengono rilasciate licenze e le piattaforme espandono gradualmente le operazioni, ma il quadro restrittivo suggerisce che il mercato sarà strettamente controllato e dominato da istituzioni finanziarie consolidate, attenuando grandi afflussi speculativi. I trader dovrebbero quindi aspettarsi sviluppi lenti e misurati piuttosto che una rapida apertura del mercato con rally o crollo.