Warsh afferma che il boom dell’IA non deve necessariamente alimentare un’inflazione persistente

Kevin Warsh, presidente della Federal Reserve, considera la crescita trainata dall’IA uno shock della domanda che potrebbe arrivare prima dei guadagni di produttività, ma che non porterebbe necessariamente a un’inflazione duratura, secondo Tom Lee. Warsh ha sostenuto che gli aumenti dei prezzi dovuti agli investimenti possono essere temporanei, se in seguito si verifica una risposta dal lato dell’offerta. Questa visione emerge mentre l’inflazione dell’IPC statunitense si è attestata al 3,7% su base annua a settembre 2026, ben al di sopra dell’obiettivo del 2% della Federal Reserve. La Fed ha mantenuto invariati i tassi d’interesse a fine ottobre. L’approccio di Warsh suggerisce che la banca centrale potrebbe essere restia ad aumentare i tassi esclusivamente a causa della spesa per l’IA, purché si aspetti un miglioramento della produttività. Per i mercati, l’incertezza principale è se i guadagni di produttività legati all’IA arriveranno rapidamente e su scala sufficiente. In caso contrario, un’inflazione persistente potrebbe mettere in discussione la scelta di mantenere i tassi invariati.
Neutral
Si tratta di un segnale macroeconomico, non di uno sviluppo diretto nel settore delle criptovalute, quindi il suo effetto sulle criptovalute è indiretto e incerto. L’opinione di Warsh secondo cui gli investimenti nell’IA potrebbero aumentare la domanda prima che emergano incrementi di produttività potrebbe rafforzare le aspettative che la Federal Reserve eviti di inasprire la politica monetaria soltanto in risposta al boom della spesa. Se i trader interpretassero questo scenario come una prospettiva meno restrittiva sui tassi, potrebbe sostenere moderatamente la propensione al rischio e i prezzi delle criptovalute nel breve periodo. Tuttavia, l’inflazione resta elevata, al 3,7%, rispetto all’obiettivo del 2% della Fed. Se gli incrementi di produttività legati all’IA dovessero tardare o non riuscissero a contenere le pressioni sui prezzi, i mercati potrebbero rivedere le prospettive sui tassi d’interesse. Storicamente, le aspettative di tassi elevati più a lungo hanno pesato sugli asset rischiosi, tra cui Bitcoin e altre criptovalute, sostenendo i rendimenti e irrigidendo le condizioni finanziarie. Al contrario, segnali di un’inflazione in calo e di una crescita resiliente hanno spesso favorito la propensione al rischio. A differenza di un annuncio normativo diretto o di un catalizzatore specifico per le criptovalute, questo rapporto non stabilisce un cambiamento di politica né una nuova decisione sui tassi. È probabile che i trader si concentrino sui prossimi dati sull’inflazione, sulle comunicazioni della Fed, sui rendimenti dei Treasury, sul dollaro e sul sentiment generale nei confronti del rischio. Nel lungo periodo, l’impatto dipenderà dalla capacità degli investimenti nell’IA di generare significativi incrementi di produttività senza mantenere elevata l’inflazione. Considerate le possibilità contrastanti e l’assenza di un catalizzatore diretto per le criptovalute, il probabile impatto sul mercato è neutrale.