Il presidente della Fed Warsh afferma che il credito si è inasprito, ma non è rigido
Il presidente della Federal Reserve, Warsh, ha affermato che le condizioni del credito si sono inasprite dall’ultimo aumento dei tassi della Fed, ma che non le definirebbe «restrittive». Ha inoltre dichiarato che l’inflazione è ancora troppo elevata e che la Fed non è soddisfatta dei progressi compiuti nel ridurla.
Warsh ha descritto la crescita economica degli Stati Uniti nel terzo trimestre come apparentemente più rapida, sostenuta da una forte spesa dei consumatori e dagli investimenti delle imprese, con gli investimenti nell’alta tecnologia in testa all’accelerazione. Ha detto che la disoccupazione resta bassa e che la crescita dell’occupazione è solida.
Per i trader di criptovalute, le sue dichiarazioni offrono segnali contrastanti: la resilienza della crescita e dell’occupazione può sostenere la propensione al rischio, mentre l’inflazione persistente e l’assenza di condizioni del credito chiaramente restrittive potrebbero mantenere più a lungo una politica monetaria restrittiva. I mercati potrebbero concentrarsi sui prossimi dati sull’inflazione e sulle indicazioni della Fed sui tassi.
Neutral
I commenti presentano segnali contrastanti per i mercati delle criptovalute, a sostegno di una valutazione complessiva neutrale. Le osservazioni di Warsh sulla forte crescita economica, sulla buona tenuta dell’occupazione e sulla robusta spesa dei consumatori potrebbero rafforzare la propensione al rischio. Tuttavia, il suo avvertimento secondo cui l’inflazione è ancora troppo alta suggerisce che la Fed potrebbe essere restia ad allentare presto la politica monetaria. La sua valutazione secondo cui il credito si è inasprito, ma non è ancora sufficientemente restrittivo, indica inoltre che le condizioni finanziarie potrebbero non essere abbastanza restrittive da far scendere rapidamente l’inflazione.
Nel breve termine, i trader potrebbero interpretare i commenti sull’inflazione come un motivo per aspettarsi che i tassi restino più alti più a lungo. Ciò potrebbe pesare sugli asset sensibili alla liquidità, come Bitcoin e le altre criptovalute, soprattutto se le aspettative del mercato si spostassero verso un numero inferiore di tagli dei tassi. La forte crescita potrebbe compensare in parte questa pressione, quindi le reazioni dei prezzi dipenderanno probabilmente dai prossimi dati sull’inflazione, dai rendimenti dei Treasury, dal dollaro statunitense e dalle aspettative sui tassi della Fed.
Nel lungo termine, i commenti non annunciano un cambiamento di politica e non offrono un catalizzatore diretto specifico per le criptovalute. Come in precedenti occasioni in cui i funzionari della Fed hanno sottolineato la persistenza dell’inflazione insieme alla resilienza dell’economia, i mercati potrebbero reagire soprattutto attraverso variazioni delle aspettative sui tassi, anziché al discorso in sé. Un calo sostenuto dell’inflazione potrebbe migliorare le prospettive di una politica più accomodante e sostenere le valutazioni delle criptovalute; un’inflazione persistente e una politica restrittiva più a lungo potrebbero limitare la propensione al rischio e aumentare la volatilità.