La Fed segnala che non ci saranno tagli immediati dei tassi finché l'inflazione persiste

Il primo discorso del presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, a Jackson Hole ha rafforzato una prospettiva prudente sui tassi d’interesse. Ha affermato che l’inflazione è rimasta al di sopra dell’obiettivo del 2% della Fed per 65 mesi consecutivi, con un’inflazione PCE statunitense al 3,7% nell’ultimo anno e al 4,1% su base annualizzata negli ultimi sei mesi. Più della metà delle componenti del PCE è aumentata di oltre il 3%, suggerendo che le pressioni di fondo sui prezzi restano diffuse. Warsh ha indicato che ampi tagli dei tassi nel breve termine sono improbabili finché l’inflazione non sarà chiaramente in calo. Ha inoltre messo in discussione la forward guidance fissa, sostenendo che la Federal Reserve dovrebbe basarsi maggiormente sui dati economici in tempo reale e fornire ai mercati indicazioni di politica monetaria meno meccaniche. Le proiezioni economiche aggiornate sono ancora attese nella riunione di politica monetaria del prossimo mese. La Fed sta inoltre valutando gli effetti dell’intelligenza artificiale sulla produttività, sull’occupazione e sui rendimenti del capitale. Warsh intende istituire una task force per monitorare la produttività trainata dall’IA prima che i responsabili della politica monetaria prendano in considerazione modifiche alle loro prospettive economiche. Per i trader di criptovalute, l’atteggiamento prudente della Federal Reserve è ribassista nel breve termine. Tassi d’interesse elevati più a lungo potrebbero sostenere il dollaro statunitense e i rendimenti dei Treasury, limitando al contempo la liquidità e pesando su Bitcoin e altri asset rischiosi. I trader dovrebbero monitorare i futures sui tassi, l’indice del dollaro, i rendimenti obbligazionari, i dati sull’inflazione e i rapporti sul mercato del lavoro. Un’inflazione più contenuta o dati economici più deboli potrebbero rilanciare le aspettative di tagli dei tassi, ma una minore forward guidance potrebbe aumentare la volatilità in prossimità delle principali pubblicazioni di dati.
Bearish
Le notizie sono ribassiste per Bitcoin nel breve termine perché riducono le aspettative di immediati tagli dei tassi da parte della Federal Reserve. Un’inflazione persistente e la possibilità di tassi elevati più a lungo possono far salire i rendimenti dei Treasury e il dollaro statunitense, aumentando il costo opportunità di detenere attività prive di rendimento come Bitcoin. Condizioni di liquidità più restrittive hanno storicamente pesato sui mercati delle criptovalute, soprattutto quando i trader chiudono posizioni con leva o riducono l’esposizione agli asset rischiosi. La decisione della Fed di fare meno affidamento sulle indicazioni prospettiche potrebbe inoltre aumentare la volatilità nel breve termine. I mercati potrebbero reagire più bruscamente a ogni dato sull’inflazione, sull’occupazione o sulla crescita, mentre i trader rivalutano le aspettative sui tassi. Un dollaro più forte, rendimenti reali in aumento e minori aspettative di tagli dei tassi eserciterebbero generalmente un’ulteriore pressione al ribasso su BTC. L’impatto a lungo termine è meno univoco. Se l’inflazione si raffreddasse, le condizioni del mercato del lavoro si indebolissero o la crescita economica peggiorasse, i trader potrebbero riaccendere le aspettative di un allentamento monetario. Ciò potrebbe sostenere Bitcoin attraverso una migliore liquidità e una maggiore domanda di asset rischiosi. Tuttavia, fino a quando non emergeranno tali segnali, l’attenzione della Fed sull’inflazione e il suo limitato impegno verso un allentamento nel breve termine favoriscono un posizionamento prudente o difensivo nel mercato delle criptovalute.