Il discorso di Warsh a Jackson Hole aumenta i rischi di un rialzo dei tassi della Fed

Il presidente della Federal Reserve, Kevin Warsh, ha difeso l’obiettivo d’inflazione del 2% basato sull’indice delle spese per consumi personali (PCE) durante il suo discorso del 28 agosto a Jackson Hole. Con le recenti letture dell’inflazione comprese tra il 3,3% e il 3,7%, Warsh ha affermato che la Fed potrebbe dover inasprire la politica monetaria se l’inflazione sottostante non migliorasse in modo chiaro e rapido. Il discorso di Warsh a Jackson Hole ha spinto al rialzo di circa 9 punti base il rendimento dei Treasury statunitensi a due anni. Le aspettative di mercato hanno portato a circa il 50%-60% la probabilità di un rialzo dei tassi a settembre, invertendo le precedenti attese di una pausa. Warsh ha inoltre sostenuto un approccio basato su una «Fed più discreta», guidato dai dati in arrivo anziché da un’ampia comunicazione prospettica. L’economista Paul Krugman ha definito le osservazioni «assolutamente convenzionali», sostenendo che mostrassero pochi cambiamenti rispetto alle politiche delle precedenti presidenti Janet Yellen e Jerome Powell. I trader si concentreranno sull’inflazione PCE, sui dati sull’occupazione, sui rendimenti dei Treasury e sulle proiezioni della Fed. Un persistente rischio di rialzo dei tassi potrebbe sostenere il dollaro statunitense e i rendimenti a breve termine, esercitando al contempo pressione sul bitcoin e su altri asset rischiosi. Il discorso di Warsh a Jackson Hole potrebbe rimanere un catalizzatore importante per i mercati se l’inflazione resterà elevata.
Bearish
Il segnale combinato è ribassista per Bitcoin e per gli asset crypto in generale nel breve termine. Warsh ha ribadito l’obiettivo del 2% per l’inflazione PCE e ha avvertito che potrebbe essere necessario un ulteriore inasprimento della politica monetaria. Il conseguente aumento dei rendimenti dei Treasury statunitensi a due anni e la probabilità del 50%-60% di un rialzo dei tassi a settembre indicano condizioni finanziarie più restrittive. Rendimenti più elevati e un dollaro statunitense più forte possono ridurre la domanda di asset ad alto rischio e privi di rendimento, come Bitcoin. I trader crypto potrebbero reagire riducendo la leva finanziaria, l’esposizione speculativa e aumentando la volatilità in prossimità dei dati sull’inflazione PCE e sull’occupazione. Se le aspettative di rialzo dei tassi continueranno a crescere, Bitcoin potrebbe incontrare resistenza e gli asset digitali potrebbero subire vendite più ampie dettate dall’avversione al rischio. Nel lungo periodo, l’impatto potrebbe diventare neutrale se l’inflazione diminuisse, la Fed facesse una pausa o i mercati iniziassero a prezzare futuri tagli dei tassi. Tuttavia, l’attuale combinazione di inflazione elevata e rinnovato rischio di inasprimento favorisce una prospettiva ribassista nel breve termine.