La Casa Bianca cerca un compromesso mentre la disputa sui rendimenti degli stablecoin blocca la legge USA sulle criptovalute

La Casa Bianca sta organizzando un altro incontro di alto livello per risolvere lo stallo tra banche e società crypto sul fatto che le stablecoin ancorate al dollaro possano offrire rendimenti simili agli interessi. Le banche avvertono che i rendimenti delle stablecoin potrebbero drenare fino a 500 miliardi di dollari di depositi statunitensi entro il 2028 (Standard Chartered), sollevando preoccupazioni sulla stabilità finanziaria e sulle distorsioni della concorrenza. Società crypto, exchange e gruppi di settore, tra cui la Blockchain Association e Coinbase, sostengono che vietare i reward spingerà gli utenti verso alternative più rischiose e non regolamentate e indebolirà le stablecoin regolamentate. Le trattative seguono molteplici sessioni precedenti della Casa Bianca (l'ultima il 3 febbraio 2026) che non sono riuscite a colmare le differenze. L'amministrazione propone un linguaggio normativo rivisto e una riunione di tipo redazionale come ultimo tentativo di raggiungere un compromesso prima degli ostacoli legislativi legati alle elezioni di medio termine e per far avanzare il fermo Digital Asset Market Clarity Act. L'esito determinerà se i prodotti di rendimento delle stablecoin resteranno consentiti e potrebbe influire materialmente sui flussi di liquidità tra banche e piattaforme crypto, con implicazioni per gli emittenti di stablecoin, gli exchange centralizzati che offrono rendimenti e la stabilità complessiva del mercato.
Neutral
La notizia crea incertezza normativa piuttosto che un chiaro fattore direzionale per i prezzi degli stablecoin. Se la Casa Bianca negoziasse un compromesso che preservi i prodotti di rendimento degli stablecoin regolamentati, ciò potrebbe essere lievemente rialzista per gli emittenti di stablecoin e per gli exchange che offrono rendimenti, proteggendo gli on‑ramps e la domanda dei clienti. Al contrario, un divieto o pesanti restrizioni sarebbero ribassisti, potenzialmente spingendo fondi dagli stablecoin regolamentati verso alternative non regolamentate e riducendo la domanda per i fornitori di stablecoin regolamentati. Nel breve termine, i trader dovrebbero aspettarsi una maggiore volatilità mentre i mercati prezzano la probabilità di diversi esiti regolatori e reagiscono agli sviluppi delle riunioni e al linguaggio delle bozze. A lungo termine, una risoluzione a favore di regole chiare e praticabili sarebbe neutra‑o‑rialzista riducendo l'incertezza normativa e preservando la quota di mercato regolata; un esito restrittivo sarebbe generalmente ribassista per gli stablecoin regolamentati e le piattaforme che offrono rendimento. Dato lo stallo e il tentativo di compromesso della Casa Bianca, l'effetto immediato più probabile è neutro: l'incertezza persiste ma resta possibile un esito negoziato.