XRP registra una domanda debole nonostante l’impegno di Ripple per Swell
Il CEO di Ripple, Brad Garlinghouse, ha dichiarato a Swell 2026 che la società «non rinuncerà mai a XRP», ma il prezzo del token e la crescita dell’attività di Ripple evidenziano un divario sempre più ampio. XRP viene scambiato a 1,29 dollari, è in calo del 30% da inizio anno e si trova il 64,6% sotto il massimo registrato nel luglio 2025. Ripple ha comunicato una valutazione di 50 miliardi di dollari, un fatturato annualizzato di 900 milioni e una rapida crescita della sua stablecoin RLUSD, utilizzata in diverse recenti operazioni istituzionali.
Queste partnership potrebbero generare una certa attività sull’XRP Ledger, ma le commissioni di transazione comportano il burn di quantità esigue di XRP. Da gennaio ne sono stati bruciati circa 153.989, a fronte del rilascio mensile di 1 miliardo di token dall’escrow di Ripple. Una domanda potenzialmente più forte potrebbe derivare dalla custodia istituzionale, dall’uso come collaterale e dagli aggiornamenti ai prestiti proposti, anche se i dati sull’adozione e le date di attivazione restano incerti.
XRP si trova inoltre al di sotto delle EMA a 200 e 50 settimane. I trader osservano il livello di 1,2468 dollari come supporto: una chiusura settimanale al di sotto potrebbe esporre il livello di 0,9862 dollari. Un rialzo sopra 1,3715 dollari sarebbe un primo segnale di miglioramento del momentum. Non è ancora chiaro se i nuovi accordi di Ripple andranno a beneficio diretto di XRP.
Bearish
Nel breve termine, il quadro per XRP è ribassista, perché l’espansione di Ripple non si è ancora tradotta in una domanda significativa e misurabile per il token. RLUSD è al centro di diversi annunci rivolti agli investitori istituzionali, mentre il ruolo diretto di XRP si limita in gran parte alle basse commissioni del ledger. Secondo l’articolo, le commissioni bruciate da gennaio ammontano ad appena circa 153.989 XRP, una frazione minima del miliardo di XRP che Ripple sblocca ogni mese dal proprio escrow. Questo debole impatto su domanda e offerta rende meno probabile che le notizie sulle partnership, da sole, sostengano in modo duraturo il prezzo di XRP.
Anche l’andamento dei prezzi resta fragile. XRP viene scambiato al di sotto della sua EMA a 200 settimane, pari a 1,3715 dollari, e della sua EMA a 50 settimane, pari a 1,4928 dollari, dopo tre chiusure settimanali consecutive sotto la linea a 200 settimane. Una rottura al di sotto di 1,2468 dollari potrebbe portare in vista il minimo di agosto, intorno a 0,9862 dollari. Come già accaduto in passato, quando Ripple ha annunciato progressi commerciali o normativi senza un chiaro aumento dell’utilizzo del token, i trader potrebbero reagire inizialmente alle notizie, per poi concentrarsi sui flussi effettivi, sull’adozione e sui livelli grafici.
Le prospettive non sono del tutto negative. La custodia istituzionale, l’utilizzo come garanzia, gli acquisti di XRP pianificati da Evernorth e un possibile aggiornamento per i prestiti on-ledger potrebbero sostenere la domanda a lungo termine, se dovessero tradursi in un’attività significativa. L’aggiornamento dei prestiti è particolarmente rilevante perché l’uso come garanzia potrebbe bloccare i token anziché limitarsi a bruciare piccole somme in commissioni. Per ora, tuttavia, mancano prove fondamentali: gli aggiornamenti non hanno ancora raggiunto il numero di voti richiesto dai validator e i fornitori di custodia non hanno comunicato le proprie disponibilità. È probabile che i trader monitorino se l’ultimo sblocco di un miliardo di token resta nei wallet di Ripple, se le proposte di prestito fanno progressi e se XRP riconquista l’EMA a 200 settimane. Finché questi segnali non miglioreranno, i rialzi potrebbero incontrare pressioni di vendita e l’impatto sul mercato sarà più probabilmente ribassista che rialzista.