Zcash rimbalza dopo un calo del 13%, mentre i flussi degli ETF restano disomogenei
Zcash (ZEC) è sceso di quasi il 13% il 15 ottobre, scendendo sotto l’area di supporto a 1.115 $, mentre venivano liquidate posizioni sui futures per circa 20,09 milioni di dollari. Quasi l’89% di queste liquidazioni riguardava posizioni long con leva. Il calo è seguito a un rally dai livelli inferiori a 500 $ di agosto fino a circa 1.650–1.700 $ a fine settembre, ed è coinciso con la debolezza più ampia del mercato, comprese le perdite di Bitcoin ed Ethereum. I trader tenevano d’occhio 1.050 $ e 1.000 $ come livelli al ribasso, e l’area 1.242–1.264 $ come zona di recupero. Un afflusso segnalato di 3,68 milioni di dollari nell’ETF Zcash di Grayscale il 14 ottobre non ha arrestato le vendite.
Entro il 21 ottobre, ZEC era rimbalzato di circa il 6%, attestandosi intorno a 1.260–1.285 $, dopo aver sfiorato 1.040 $ il 19 ottobre. L’aggiornamento successivo citava circa 115,5 milioni di dollari di rimborsi da ZCSH nell’arco di 13 sessioni di negoziazione di ottobre, precisando che non si trattava di un dato mensile netto riconciliato e che il valore degli asset può variare in base al prezzo di ZEC. I flussi degli ETF erano contrastanti: i tracker hanno registrato deflussi il 15 e il 19 ottobre, seguiti da afflussi per circa 1,6 milioni di dollari il 20 ottobre. Durante il rimbalzo sono state liquidate in 24 ore posizioni sui futures ZEC per circa 11,74 milioni di dollari; gli short rappresentavano circa l’82,8% del totale.
I trader stanno ora osservando la resistenza a 1.300–1.350 $; una rottura sostenuta potrebbe portare 1.400 $ sotto i riflettori. Una discesa sotto 1.200 $ potrebbe esporre il prezzo a 1.100 $ e al recente minimo di 1.040 $. Il proposto aggiornamento NU7, pensato per accelerare la produzione dei blocchi e apportare altre modifiche al protocollo, resta un potenziale catalizzatore di lungo periodo, subordinato alla preparazione degli sviluppatori. L’elevata leva finanziaria e la volatilità dei flussi degli ETF lasciano ZEC esposto a bruschi movimenti.
Neutral
L’andamento dei prezzi è passato da una brusca svendita alimentata dalla leva finanziaria a un rimbalzo, lasciando contrastanti i segnali nel breve termine. Il calo iniziale del 13%, la rottura del supporto e le ingenti liquidazioni di posizioni long hanno evidenziato una forte pressione al ribasso. Il successivo recupero verso 1.260–1.285 dollari, insieme alle liquidazioni di posizioni short, indica che gli acquirenti hanno riconquistato parte del controllo, ma ZEC non ha ancora superato la zona di resistenza tra 1.300 e 1.350 dollari. Anche i flussi degli ETF sono discontinui, e la cifra dei rimborsi riportata non costituisce un totale mensile confermato dei flussi netti. Nel breve termine potrebbe proseguire la volatilità alimentata dalle liquidazioni: una rottura sostenuta al di sopra della resistenza migliorerebbe lo slancio, mentre una discesa sotto i 1.200 dollari potrebbe riaccendere la pressione verso 1.100 e 1.040 dollari. Nel lungo termine, NU7 potrebbe sostenere il sentiment se gli sviluppatori realizzeranno l’aggiornamento proposto, ma questa prospettiva è condizionata e non compensa l’attuale incertezza sui flussi, sulla leva finanziaria e sui livelli tecnici. Nel complesso, i segnali contrastanti giustificano una classificazione neutrale.