La proposta di Zcash di reindirizzare l’8% delle ricompense dei blocchi accende il dibattito
Il cofondatore di Zcash Sean Bowe ha proposto di porre fine all’assegnazione automatica dell’8% del sussidio per blocco a Zcash Community Grants (ZCG) e di destinare i fondi futuri al Network Sustainability Mechanism (NSM). La bozza non indica una data di attivazione, richiederebbe un aggiornamento della rete e non recupererebbe gli ZEC già detenuti da ZCG. La quota dell’80% dei miner e l’assegnazione separata del 12% controllata dai detentori di monete resterebbero invariate. La proposta non riduce il sussidio complessivo per blocco né modifica il limite massimo di 21 milioni di ZEC previsto per Zcash.
Il flusso dell’8% corrisponde a circa 144 ZEC al giorno, ovvero 52.560 all’anno. Bowe afferma che ZCG detiene 91.452,98 ZEC e circa 8,8 milioni di dollari in contanti, con impegni per sovvenzioni ancora da erogare pari a circa 2,4 milioni di dollari. A seconda del prezzo di ZEC, stima che gli asset valgano tra circa 52,1 e 125,3 milioni di dollari; ipotizzando a titolo esemplificativo un prezzo di 1.300 dollari per ZEC, il valore al netto delle passività è di circa 125,3 milioni. Le spese dichiarate da ZCG per il primo trimestre del 2026 ammontavano a 1,53 milioni di dollari. Una proposta trasferirebbe al NSM anche l’attuale tesoreria di ZCG, mentre la bozza di Bowe riguarda le assegnazioni future. Secondo il meccanismo descritto, i fondi reindirizzati resterebbero fuori circolazione per eventuali future ricompense per blocco, con distribuzioni previste a partire dal 2031.
Il piano ha suscitato opinioni diverse. Josh Swihart, fondatore di ZODL, vuole reindirizzare entrambi i flussi di finanziamento, mentre il crittografo Ian Miers sostiene la necessità di porre limiti alle sovvenzioni, ma avverte che il NSM potrebbe diventare un altro fondo per lo sviluppo o avvantaggiare indirettamente i miner. Bowe sostiene che il NSM esiste già e che gli ZEC di nuova emissione devono essere assegnati a qualche destinazione. Per chi fa trading di ZEC, si tratta di un dibattito sulla governance e sul finanziamento dell’ecosistema, non di un’immediata riduzione dell’offerta né di un catalizzatore di prezzo confermato. La proposta è distinta dal prossimo aggiornamento NU7 e il suo impatto sul mercato dipenderà dagli esiti della governance e dalle condizioni generali del mercato di ZEC.
Neutral
La proposta non riduce immediatamente l’emissione totale di ZEC, non modifica il limite massimo di 21 milioni né aumenta la quota dei miner. Riguarda la gestione di un’allocazione esistente dell’8% e, per essere attuata, richiederebbe un futuro aggiornamento della rete senza una data di attivazione. Ciò limita l’effetto immediato sull’offerta circolante e rende incerta una reazione diretta dei prezzi nel breve periodo. I trader potrebbero reagire ai titoli di stampa o agli sviluppi della governance, ma la notizia da sola non costituisce un chiaro catalizzatore direzionale.
Nel lungo periodo, l’esito potrebbe influire sulla percezione dei finanziamenti allo sviluppo di Zcash e della loro sostenibilità. Reindirizzare i fondi al NSM potrebbe sostenere future ricompense o altre esigenze della rete, ma i timori dei critici che possa funzionare come un altro fondo per lo sviluppo o avvantaggiare i miner potrebbero prolungare l’incertezza. Al contrario, ridurre i finanziamenti automatici tramite sovvenzioni potrebbe suscitare preoccupazioni per lo sviluppo dell’ecosistema. Queste possibilità contrastanti indicano rischi legati alla governance e al sentiment, piuttosto che un impatto prevedibile sui prezzi. È probabile che la direzione generale del mercato di ZEC, la liquidità e l’adozione restino fattori di trading più importanti.