Gli sviluppatori di Zcash puntano a gennaio 2027 per aggiungere istruzioni di firma basate su hash destinate ai pagamenti trasparenti, con l’obiettivo di proteggere ZEC dalle future minacce del calcolo quantistico. Si tratta di un obiettivo di sviluppo, non di una data confermata per l’attivazione sulla rete, e non sono ancora state annunciate né una specifica definitiva dell’aggiornamento né una tempistica di migrazione. La modifica proposta non renderebbe resistenti al calcolo quantistico tutte le transazioni Zcash: i pagamenti schermati richiedono ancora ulteriori interventi crittografici. Il 9 ottobre, circa 11,96 milioni di ZEC, pari al 70,4% dei circa 16,98 milioni di token emessi, erano detenuti in indirizzi trasparenti.
La roadmap fa seguito all’avvertimento del ricercatore di Ethereum Justin Drake sui rischi per la crittografia accelerati dall’IA, dopo il quale ZEC è sceso di circa l’11%. Zcash ha inoltre introdotto le note Ironwood recuperabili in caso di attacchi quantistici con l’aggiornamento NU6.3, mentre il progetto Epoch di Shielded Labs punta a fornire crittografia post-quantistica pronta per la produzione entro la fine del 2027. Separatamente, gli sviluppatori di Zakura hanno aggiunto al wallet Vizor una funzione sperimentale di recupero privato delle informazioni, che consente di controllare i saldi senza rivelare al server gli indirizzi interrogati; non nasconde le transazioni sulla blockchain pubblica.
In seguito, ZEC è stato scambiato intorno ai 1.240 dollari dopo un modesto rimbalzo, ma restava in calo di quasi il 12% nell’arco di sette giorni. Il grafico citato indicava una resistenza intorno ai 1.305 dollari e un supporto vicino ai 1.180, mentre gli indicatori di momentum continuavano a segnalare pressioni di vendita. I piani di Zcash per la resistenza quantistica possono rafforzarne la narrativa di sicurezza a lungo termine, ma la tempistica non confermata e l’andamento debole del prezzo limitano l’impatto immediato della roadmap sul trading.
Neutral
ZcashQuantum resistanceZEC priceCryptocurrency securityPrivate information retrieval
Barclays ha portato il target price a 12 mesi per Strategy (NASDAQ: MSTR) da 160 a 175 dollari e ha confermato il giudizio Overweight, equivalente a una raccomandazione di acquisto. L’analista Nik Cremo ha dichiarato che la banca considera Strategy parte del settore statunitense dei pagamenti e della tecnologia finanziaria, insieme a Visa e Mastercard, e non soltanto un titolo legato al Bitcoin. Il nuovo target implica un potenziale rialzo di circa il 15%–16% rispetto ai recenti livelli di negoziazione. Strategy detiene circa 845.000 BTC e ha registrato ricavi per 122,4 milioni di dollari nel secondo trimestre, in aumento del 7% su base annua, sebbene i risultati netti restino sensibili alle variazioni non realizzate del valore del Bitcoin. Gli altri target variano: Citi indica 240 dollari e B. Riley 195. La revisione di Barclays è un segnale positivo per MSTR, ma le azioni e gli utili della società restano strettamente legati alle oscillazioni del prezzo del Bitcoin.
L’Autorità europea degli strumenti finanziari e dei mercati (ESMA) sta consultando il settore per valutare se le garanzie tokenizzate possano essere utilizzate, trasferite e convertite in liquidità durante le fasi di stress dei mercati o in caso di default di un membro compensatore. Banche, controparti centrali, custodi e fornitori di tecnologia possono presentare le proprie osservazioni entro il 15 gennaio 2027. L’ESMA prevede di esaminare i contributi nel primo trimestre del 2027, prima di decidere se siano necessarie nuove norme o indicazioni. La revisione riguarda la liquidità, la titolarità giuridica, la definitività del regolamento, la custodia, il rimborso e la resilienza operativa. L’ESMA non ha proposto un divieto né modifiche ai criteri che stabiliscono quali attività possono essere accettate come garanzia. La consultazione fa seguito a iniziative come il servizio di garanzie su registro distribuito di Eurex Clearing, un’operazione reale di JPMorgan che ha coinvolto l’investitore pensionistico olandese PGGM e l’infrastruttura di regolamento Pontes dell’Eurosistema. Per i trader di criptovalute, la revisione segnala un’attenzione più rigorosa alla finanza istituzionale basata su blockchain, ma non modifica direttamente le regole né le prospettive di alcuna criptovaluta specifica.
Il Regno Unito ha sanzionato i processori di pagamenti in criptovalute Cryptomus e Heleket, nonché l’exchange TokenSpot, con sede in Kirghizistan, nell’ambito di 38 designazioni legate alla Russia che prendono di mira entità accusate di sostenere l’economia di guerra di Mosca e di eludere le sanzioni. Le sanzioni britanniche riguardano anche compagnie petrolifere russe, una banca, soggetti coinvolti nella catena di approvvigionamento militare e 12 petroliere.
Le nuove conclusioni di TRM Labs aggiungono prove dei legami tra le piattaforme: secondo la società, Cryptomus e Heleket condividevano infrastrutture, personale e fonti di liquidità e avevano effettuato transazioni con exchange sanzionati. TRM ha affermato che TokenSpot ha trasferito complessivamente oltre 950 milioni di dollari alla rete A7, a Garantex e a Grinex, e ha individuato wallet condivisi e attività coordinate che collegano TokenSpot a Grinex, ritenuta dagli investigatori una probabile successora di Garantex. Precedenti analisi di Chainalysis indicavano che i processori di pagamenti avevano ricevuto fondi da oltre 15.000 soggetti illeciti nelle categorie monitorate, mentre in un mese alla fine del 2025 il numero delle controparti illecite ha superato quota 900. Chainalysis ha inoltre tracciato fondi provenienti da TokenSpot, Grinex e Meer fino a un indirizzo di deposito di HTX che ha ricevuto oltre 308 milioni di dollari. Cryptomus e Heleket operano sotto Xeltox Enterprises; nell’ottobre 2025 il Canada ha multato Cryptomus per 177 milioni di dollari canadesi per violazioni delle norme antiriciclaggio e di contrasto al finanziamento del terrorismo.
In base alle sanzioni britanniche, le persone soggette alla giurisdizione del Regno Unito devono congelare i beni delle entità designate e non possono mettere a loro disposizione fondi o risorse economiche, nel rispetto delle norme applicabili. Alcune piattaforme e società inserite nell’elenco sono inoltre soggette a restrizioni sui servizi Internet. Per i trader e i team di compliance, le sanzioni del Regno Unito rendono ancora più necessario controllare i trasferimenti diretti e l’esposizione a wallet condivisi con servizi designati. Le misure potrebbero interrompere i canali di pagamento legati alla Russia, ma il loro effetto immediato sui prezzi complessivi delle criptovalute resta incerto.
Neutral
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Gli ETF spot statunitensi su Bitcoin ed Ethereum hanno continuato a registrare forti deflussi all’inizio di ottobre. Un rapporto ha indicato deflussi netti pari a 311,9 milioni di dollari il 6 ottobre, mentre un altro ha registrato 316,6 milioni l’8 ottobre: 244,1 milioni dagli ETF su Bitcoin e 72,5 milioni da quelli su Ethereum. Il 7 ottobre i fondi su Bitcoin hanno perso anche 484,9 milioni di dollari. I rapporti descrivono otto giorni consecutivi di deflussi dagli ETF sulle criptovalute, per un totale di 641,3 milioni di dollari; all’inizio di ottobre i prelievi segnalati avevano raggiunto circa 407 milioni dagli ETF su Bitcoin e 579 milioni da quelli su Ethereum. L’8 ottobre FBTC di Fidelity ha guidato i deflussi dai fondi su Bitcoin, con 197,1 milioni di dollari, mentre da ETHA di BlackRock sono usciti 71,1 milioni, compensati in parte da afflussi per 5,5 milioni in FETH di Fidelity. Questa inversione è arrivata dopo afflussi per oltre 3,3 miliardi di dollari, a fine settembre, negli ETF su Bitcoin, Ethereum, Solana e XRP. L’8 ottobre Bitcoin era scambiato intorno a 82.660 dollari ed Ether intorno a 2.500, mentre le liquidazioni di criptovalute nelle 24 ore hanno raggiunto circa 1,19 miliardi di dollari. I persistenti deflussi dagli ETF segnalano una domanda più debole per questi fondi e possono pesare sul sentiment, ma i flussi, da soli, non determinano la direzione del prezzo spot né confermano che il consueto rally di ottobre sia fallito.
Robinhood Crypto e T. Rowe Price stanno valutando un prodotto azionario tokenizzato collegato a un ETF a gestione attiva su Robinhood Chain, una rete Ethereum di livello 2. La proposta sarebbe una novità assoluta per l’attività di token azionari di Robinhood, ma le società non hanno indicato il fondo, stabilito una data di lancio né confermato le aree geografiche in cui sarebbe disponibile. Il progetto è ancora preliminare e richiede una revisione legale, l’approvazione del consiglio di amministrazione dell’emittente, la definizione dei termini finali e gli eventuali nulla osta normativi; Robinhood afferma che l’approvazione non è garantita.
Robinhood descrive i propri Stock Token come titoli di debito tokenizzati che offrono un’esposizione economica a un’attività sottostante, ma non la proprietà legale o effettiva né diritti di voto. Non sono offerti a persone statunitensi e l’accesso è limitato in Canada, nel Regno Unito e in Svizzera. Robinhood afferma che i suoi prodotti azionari tokenizzati sono disponibili tramite Robinhood Wallet in oltre 120 paesi. Alla fine di agosto 2026, T. Rowe Price ha dichiarato di avere circa 1.900 miliardi di dollari di asset dei clienti.
Un ETF a gestione attiva tokenizzato amplierebbe l’offerta di titoli tokenizzati di Robinhood oltre i prodotti collegati a singole azioni. In assenza di termini o tempistiche di lancio confermati, l’iniziativa ha una rilevanza immediata limitata per i trader, ma potrebbe favorire nel lungo periodo l’interesse per i fondi tokenizzati e per l’accesso agli investimenti basato su blockchain.
Raheim Hamilton, co-creatore di Empire Market, è stato condannato a 40 anni di carcere federale negli Stati Uniti e a una multa di 5 milioni di dollari per aver gestito il mercato del darknet. Tra il 2018 e il 2020, Empire Market ha facilitato oltre quattro milioni di transazioni per un valore superiore a 430 milioni di dollari, compresi quasi 375 milioni di dollari in vendite di droga. Il sito offriva anche dati rubati, denaro contraffatto e strumenti di hacking, e imponeva ai clienti di pagare in criptovaluta.
Hamilton ha accettato di cedere circa 1.230 BTC — valutati approssimativamente 101 milioni di dollari al momento della notizia —, 24,4 ETH e tre proprietà in Virginia. Il cofondatore Thomas Pavey ha accettato di cedere circa 1.584 BTC e altri beni; la sua sentenza è prevista per la fine di questo mese. Empire Market è andato offline nel 2020, inducendo gli utenti a sospettare una truffa di uscita. Le confische sottolineano gli sforzi continui delle forze dell’ordine per sequestrare criptovalute collegate ai mercati del darknet; non è stata riportata alcuna vendita dei beni.
La Commissione Finanze dell’Assemblea nazionale francese ha sostenuto diverse misure fiscali sulle criptovalute durante il dibattito sul bilancio 2027. La proposta principale tasserebbe le conversioni da criptovalute a stablecoin a partire dal 1° gennaio 2027, con la possibilità di far scattare l’imposta sulle plusvalenze anche quando gli investitori non prelevano denaro. Presentata dal deputato Nicolas Sansu, eliminerebbe l’attuale differimento fiscale per gli scambi idonei effettuati con stablecoin.
La commissione ha inoltre approvato una proposta che consentirebbe di riportare a nuovo le perdite realizzate ammissibili sulle criptovalute per un massimo di 10 anni, nonché una distinta exit tax su determinate plusvalenze non realizzate per i contribuenti che si trasferiscono all’estero e detengono, insieme al proprio nucleo familiare, criptovalute idonee per un valore superiore a 800.000 euro. L’Assemblea al completo dovrebbe iniziare a esaminare il disegno di legge di bilancio il 13 ottobre; nessuna delle misure è ancora legge.
La tassa sugli scambi in stablecoin è diversa da una proposta preliminare greca che applicherebbe un’imposta del 10% alle plusvalenze individuali in criptovalute, esenterebbe quelle annuali fino a 500 euro e lascerebbe non tassati gli scambi tra criptovalute. Anche le norme UE sulla comunicazione dei dati fiscali relativi alle cripto-attività impongono ai prestatori di servizi di raccogliere e segnalare i dati dei clienti e delle transazioni. Per i trader, le proposte francesi potrebbero influire sui tempi delle conversioni in stablecoin e sulla pianificazione del portafoglio, comprese le decisioni riguardanti asset come BTC ed ETH, ma non modificano direttamente i prezzi delle criptovalute né l’accesso al mercato.
Il tasso di ricavi annualizzato di OpenAI ha raggiunto circa 50 miliardi di dollari alla fine di settembre 2026, rispetto a oltre 40 miliardi ad agosto e a circa 20 miliardi alla fine del 2025. Nel terzo trimestre l’azienda ha registrato una crescita complessiva del tasso del 77%, mentre i ricavi aziendali sono più che raddoppiati da luglio. Secondo quanto riferito, OpenAI punta ora a un tasso di almeno 70 miliardi di dollari entro dicembre, circa il 40% in più rispetto al livello di settembre. Questo ritmo annualizzato non è una previsione dei ricavi complessivi del 2026. Le stime dei ricavi di OpenAI differiscono in parte perché l’azienda contabilizza soltanto la propria quota delle vendite dei partner cloud, a differenza dei metodi che includono le vendite lorde. Il divario rispetto alle stime degli investitori, pari a circa 70 miliardi di dollari, è stato seguito da ribassi dei titoli legati all’IA, tra cui Oracle e Nvidia. Secondo quanto riferito, OpenAI sta inoltre discutendo un round di finanziamento di almeno 30 miliardi di dollari, con una possibile valutazione di 1.400 miliardi, dopo aver raccolto circa 122 miliardi a marzo; è prevista una quotazione in borsa nel 2027. Gli ingenti investimenti in infrastrutture informatiche e nello sviluppo dei modelli restano una delle principali preoccupazioni, mentre gli investitori valutano la crescita dell’IA rispetto ai costi di capitale.
Binance Alpha darà il via al suo evento di airdrop e trading il 9 ottobre alle 17:00 (UTC+8), con un formato di blind box aggiornato che includerà token di vari progetti. Per richiedere una ricompensa, gli utenti dovranno avere almeno 245 punti Binance Alpha e ogni richiesta costerà 15 punti. Il montepremi sarà suddiviso in ricompense comuni (80%), rare (15%) e nascoste (5%), assegnate in ordine di arrivo. Se resteranno ricompense disponibili, la soglia di punti diminuirà di cinque ogni cinque minuti. L'evento Binance Alpha potrebbe suscitare un interesse a breve termine per i progetti idonei, ma i token inclusi nel montepremi non sono stati resi noti e l'annuncio non indica un catalizzatore più ampio per il mercato.
Starknet sta valutando il passaggio da Layer 2 di Ethereum a Layer 1 indipendente, forse entro il 2027, per ottenere un maggiore controllo sugli aggiornamenti di sicurezza post-quantistica. Il fondatore Eli Ben-Sasson afferma che Starknet potrebbe agire più rapidamente di Ethereum, che punta a raggiungere una piena resistenza ai computer quantistici entro la fine del 2029. Le prove STARK di Starknet si basano su funzioni hash anziché sulla crittografia a curve ellittiche, e la rete ha implementato la verifica delle firme post-quantistiche per le transazioni. Ben-Sasson ha inoltre avvertito che i progressi dell’intelligenza artificiale potrebbero mettere in luce le debolezze della crittografia attuale, forse prima dell’arrivo di computer quantistici pratici. La proposta è ancora in fase esplorativa e non è stato annunciato alcun piano formale di governance. Diventare un Layer 1 indipendente richiederebbe a Starknet di creare un proprio meccanismo di consenso e una rete di validatori, oltre a finanziare la sicurezza e la disponibilità dei dati. Potrebbe inoltre ridurre il collegamento diretto della rete con Ethereum per il regolamento delle transazioni e limitarne l’accesso alla liquidità della DeFi di Ethereum. Dopo che il piano ha attirato l’attenzione, STRK è salito fino al 26% in 24 ore; l’open interest, però, è aumentato di oltre il 53% e il volume dei futures è stato circa cinque volte quello del mercato spot, segnalando un notevole ricorso alla leva dietro il rialzo. La reazione del prezzo potrebbe quindi essere volatile mentre i trader valutano i vantaggi in termini di sicurezza rispetto ai rischi di esecuzione e alla perdita dei legami con Ethereum.
Le liquidazioni nel settore delle criptovalute hanno superato 1,16 miliardi di dollari in 24 ore, mentre Bitcoin è sceso sotto gli 81.000 dollari, prolungando una fase di vendite in cui le posizioni rialziste con leva hanno subito le perdite maggiori. Circa 1,05 miliardi di dollari di liquidazioni hanno riguardato posizioni long. Le liquidazioni di Ethereum hanno raggiunto i 356 milioni di dollari, superando i circa 300 milioni di Bitcoin, e ETH è sceso brevemente sotto i 2.500 dollari, fino a 2.409. Le stime precedenti indicavano liquidazioni di ETH comprese tra 318 e 356 milioni di dollari e liquidazioni di BTC tra 215 e 300 milioni; le posizioni long costituivano circa l’85-95% delle chiusure forzate, che secondo le stime hanno coinvolto tra 100.000 e 190.000 trader.
Gli ultimi dati indicano un ricorso alla leva particolarmente elevato su Ethereum. Il volume degli scambi dei future su ETH era circa 15,4 volte quello del mercato spot, mentre l’open interest ammontava a 32,28 miliardi di dollari. La più grande liquidazione singola segnalata riguardava un contratto ETH su Hyperliquid, del valore di quasi 20 milioni di dollari. Anche Bitcoin è sceso sotto la zona di supporto compresa tra 81.000 e 84.000 dollari. Le liquidazioni si sono concentrate sulle principali piattaforme, tra cui Binance, Bybit, OKX e Hyperliquid; secondo alcune segnalazioni, Binance rappresentava oltre la metà del volume di scambi di ETH.
Le pressioni macroeconomiche hanno contribuito al calo. Le crescenti preoccupazioni sui tassi d’interesse, il rincaro del petrolio, l’aumento dei rendimenti dei Treasury e il rafforzamento del dollaro statunitense hanno pesato sugli asset rischiosi. Gli ETF su Bitcoin hanno registrato deflussi per circa 729 milioni di dollari il 7 e l’8 ottobre, mentre gli ETF su Ethereum hanno segnato sei giorni consecutivi di deflussi fino all’8 ottobre, per un totale di circa 579 milioni di dollari.
I trader tengono d’occhio quota 80.000 dollari per Bitcoin e 2.400 dollari per Ethereum, oltre alla possibilità che BTC riconquisti l’area 81.000-84.000 dollari e che ETH torni sopra i 2.500 dollari. Ulteriori cali dei prezzi, mentre l’open interest resta elevato, potrebbero innescare altre liquidazioni di Ethereum e aumentare la volatilità. La stabilizzazione dei prezzi, la diminuzione dell’open interest e l’attenuazione dei deflussi dagli ETF indicherebbero che la riduzione forzata della leva si sta esaurendo.
L’aggiornamento Glamsterdam di Ethereum è stato attivato sulla testnet Sepolia il 6 ottobre e i blocchi sono stati finalizzati senza problemi rilevanti. L’aggiornamento comprende 18 EIP ed è progettato per supportare un limite di gas per blocco di circa 200 milioni, oltre tre volte l’obiettivo attuale di 60 milioni. Glamsterdam non aumenta automaticamente la capacità: spetta ai validatori scegliere di innalzare il limite di gas. Sepolia ha raggiunto i 200 milioni circa 11 ore dopo l’attivazione.
Tra le modifiche principali figurano EIP-7732, che introduce a livello di protocollo la separazione tra proponente e builder; EIP-7928, che abilita elenchi di accesso a livello di blocco per la convalida parallela dei client; ed EIP-7954, che porta il limite di dimensione del codice degli smart contract da 24 KiB a 64 KiB. È previsto anche un cambiamento dei costi del gas: i nuovi slot di archiviazione dovrebbero costare di più, mentre i normali trasferimenti di ETH resteranno a 21.000 unità di gas. I primi test hanno indicato un’esecuzione più rapida dei client: Geth ha elaborato un blocco da 40 milioni di gas in circa 30 millisecondi, rispetto ai circa 115 millisecondi precedenti. Le osservazioni, tuttavia, hanno coperto meno di un giorno e un solo nodo per client.
Il prossimo deployment previsto è sulla testnet Hoodi, provvisoriamente programmato per il 27 ottobre; l’attivazione sulla mainnet di Ethereum resta prevista per il quarto trimestre del 2026. Per chi fa trading di ETH, i risultati delle testnet indicano possibili benefici a lungo termine per la scalabilità del Layer 1, ma non dimostrano ancora un aumento della capacità nel breve periodo né confermano le tempistiche della mainnet. Le decisioni dei validatori, ulteriori test e i costi più elevati per le attività che richiedono molto spazio di archiviazione restano aspetti importanti da considerare.
Un precedente report ha riferito che un trader aveva aperto su Hyperliquid una posizione long su BTC da 10,27 milioni di dollari, usando una leva 7x per acquistare 121,23 BTC a 84.918,90 dollari. Secondo quanto riportato, si trattava della sua prima operazione sulla piattaforma e, al momento del monitoraggio, la posizione era in perdita di circa 20.000 dollari.
Un report successivo ha descritto un indirizzo creato di recente che aveva aperto un'altra posizione long su BTC con leva 40x, pari a 54,1 BTC e del valore di circa 4,42 milioni di dollari. Entrata a 81.778,60 dollari, la posizione aveva un prezzo di liquidazione di 80.819,10 dollari e una perdita non realizzata di 1.200 dollari; l'indirizzo aveva accumulato perdite per 20.200 dollari. Nel complesso, i report evidenziano i rischi del trading di BTC con leva su Hyperliquid, ma queste singole posizioni, da sole, non dimostrano una tendenza più ampia del mercato BTC.
Elon Musk afferma che Tesla e SpaceX costruiranno e gestiranno Terafab, una fabbrica di chip per l’IA prevista nella contea di Grimes, in Texas. TSMC non gestirà lo stabilimento, anche se potrebbe subaffittarne una parte, e Musk ha dichiarato che i colloqui con il produttore di chip potrebbero portare ad altre forme di collaborazione. In precedenza, le trattative erano state descritte come preliminari, senza impegni di produzione né condizioni finanziarie rese note.
Intel resta il partner confermato di Terafab per la tecnologia di produzione e dovrebbe fornire il suo processo 14A. Il progetto mira a raggiungere una capacità di calcolo annuale di un terawatt, con circa 16,8 miliardi di dollari previsti per la prima fase; la realizzazione completa potrebbe arrivare a 119 miliardi. Terafab è pensata per soddisfare la domanda di chip per IA, veicoli autonomi e robotica di Tesla, SpaceX e xAI.
L’ultimo chiarimento esclude TSMC dal ruolo di gestore della fabbrica e rafforza il ruolo di Intel, ma portata, tempistiche e realizzazione del progetto restano incerte. Terafab non rappresenta un catalizzatore diretto per il mercato delle criptovalute. Per chi opera nel settore crypto, la sua principale rilevanza è il segnale di maggiori investimenti nelle infrastrutture per l’IA, che potrebbero influenzare il sentiment del settore tecnologico, piuttosto che il prezzo di una specifica criptovaluta.
Il sondaggio sul sentiment di AAII mostra un crescente ottimismo tra gli investitori individuali riguardo al mercato azionario statunitense nei prossimi sei mesi. In una rilevazione precedente, il sentiment rialzista era pari al 34,6%, mentre quello ribassista prevaleva al 46,5%. Nell'aggiornamento successivo, il sentiment rialzista è salito al 40,3% e quello ribassista è sceso al 39,0%; il sentiment neutrale è aumentato dal 18,9% al 20,8%. L'ultimo sondaggio sul sentiment di AAII indica prospettive più equilibrate, anche se le opinioni restano divise. Per chi fa trading di criptovalute, il sondaggio è un indicatore generale della propensione al rischio, non un segnale diretto sui prezzi delle criptovalute.
Neutral
Investor sentimentAAII Sentiment SurveyStock marketMarket outlook
THORChain è passata dal monitoraggio della blockchain di Zcash e dall'apertura di un pool di liquidità ZEC all'attivazione degli swap nativi di Zcash. Gli utenti possono ora scambiare ZEC con asset come BTC, ETH e stablecoin sulle blockchain supportate, senza token wrapped né exchange centralizzati. Il lancio segue l'aggiornamento 3.20 di THORChain, che ha aggiunto il supporto per Zcash e Monero, portando a 14 il numero di blockchain supportate dalla rete; le fasi precedenti dello sviluppo avevano introdotto la gestione delle transazioni specifica per Zcash e i dati per l'oracolo dei prezzi.
Il pool di ZEC ha oltre 50.000 dollari di liquidità e resta in fase di lancio graduale mentre se ne monitora il funzionamento. Potrebbe supportare operazioni a cinque cifre, ma gli ordini più consistenti potrebbero comportare uno slippage maggiore e tempi di regolamento più lunghi, poiché la liquidità è ancora limitata. THORChain afferma che potrebbe aggiungere liquidità di proprietà del protocollo quando il pool raggiungerà la soglia prevista in rapporto tra commissioni e profondità. I trader dovrebbero monitorare la crescita della liquidità e le condizioni di esecuzione: gli swap nativi di Zcash ampliano l'accesso al trading cross-chain, ma il solo lancio non dimostra un impatto significativo sul prezzo di ZEC.
L’exchange decentralizzato basato su Solana Orca e la piattaforma di prestiti Loopscale si sono fuse dando vita a Formation, una società con sede a New York che riunisce trading DeFi, prestiti e titoli tokenizzati. Luke Truitt, cofondatore di Loopscale, sarà l’amministratore delegato, mentre Christopher Montagano di Orca ricoprirà il ruolo di direttore della strategia e degli affari legali. I termini finanziari non sono stati resi noti.
Formation intende mettere in contatto le aziende dei settori dell’intelligenza artificiale, dell’energia, della robotica e della difesa con fonti di finanziamento, combinando l’infrastruttura di trading di Orca con i vault di prestito di Loopscale. Dal 2021 Orca ha elaborato oltre 550 miliardi di dollari di volume di scambi; Loopscale dichiara depositi per oltre 150 milioni di dollari e prestiti agevolati per oltre 2 miliardi di dollari. Nel corso del prossimo anno la società prevede di sviluppare strumenti per gli emittenti di asset e di valutare una piattaforma per titoli tokenizzati nell’ambito dell’esenzione quinquennale della SEC per l’innovazione. I prodotti resteranno soggetti ai requisiti normativi e potrebbero non essere disponibili per gli utenti statunitensi.
I servizi attuali di Loopscale e le posizioni degli utenti resteranno invariati. ORCA sarà il token di Formation e si prevede che i punti Loopscale vengano convertiti nel corso dell’anno. Le reti di token di Orca e Loopscale, compresi ORCA e xORCA, continueranno a far parte dell’ecosistema dei progetti. La fusione amplia le ambizioni di Orca e Loopscale nella DeFi e negli asset del mondo reale, ma non sono state annunciate modifiche immediate ai token né i termini finanziari, rendendo meno chiaro l’eventuale catalizzatore di mercato a breve termine.
I procuratori statunitensi citano una decisione di una corte d’appello che ha confermato la condanna del fondatore di Bitcoin Fog, Roman Sterlingov, per sostenere che il processo al cofondatore di Tornado Cash, Roman Storm, si svolga a New York. La corte ha stabilito che Washington, D.C., fosse una sede processuale appropriata, anche perché gli investigatori vi avevano depositato circa 250 dollari in bitcoin. Secondo i procuratori, lo stesso ragionamento giustifica la giurisdizione di New York: Shakeeb Ahmed, utente di Tornado Cash, ha avuto accesso al mixer dal suo appartamento a Manhattan e i suoi depositi sono rimasti nel servizio per diversi giorni. La questione della sede riguarda due capi d’imputazione ancora irrisolti e non decide sull’istanza di assoluzione presentata da Storm. Nell’agosto 2025 una giuria ha condannato Roman Storm per cospirazione finalizzata alla gestione di un’attività di trasferimento di denaro senza licenza, ma non ha raggiunto un verdetto sui capi relativi al riciclaggio di denaro e alle sanzioni; il nuovo processo per questi capi è fissato per il 26 aprile 2027. Storm ha inoltre richiamato il ritiro da parte della FinCEN di una proposta di norma che avrebbe imposto obblighi di segnalazione per i mixer di criptovalute. L’agenzia ha affermato che la norma avrebbe potuto scoraggiare attività legittime e che continuerà nel frattempo a monitorare gli usi illeciti. Il caso accresce l’incertezza normativa sui mixer di criptovalute, ma il suo effetto diretto sui prezzi dei token resta poco chiaro.
Il presidente della Commissione per i servizi finanziari della Camera dei rappresentanti degli Stati Uniti, French Hill, afferma che il Congresso deve approvare il CLARITY Act per stabilire norme durature per gli asset digitali e aiutare gli Stati Uniti a restare competitivi nella tecnologia blockchain. Secondo Hill, le iniziative della SEC e della CFTC nell’ambito dei poteri attuali hanno fatto progredire la vigilanza sulle criptovalute, ma non possono sostituire una legge che una futura amministrazione non possa modificare con altrettanta facilità.
Di recente il Senato ha votato 49-50 su una mozione per avviare il dibattito, senza raggiungere i 60 voti necessari; non si è trattato di un voto finale sul disegno di legge. Hill auspica che venga approvato durante la sessione di fine mandato successiva alle elezioni, anche se il Senato ha in calendario soltanto 22 giorni di lavori e restano aperti i contrasti sulle garanzie etiche e su altre disposizioni. La Camera ha approvato la propria versione nel luglio 2025 e qualsiasi disegno di legge del Senato sostanzialmente diverso dovrebbe essere conciliato con essa. Il CLARITY Act affiderebbe alla CFTC una maggiore vigilanza sui mercati spot di materie prime digitali che soddisfano i requisiti, mentre le attività legate ai titoli resterebbero sotto la competenza della SEC. Le sette nomine vacanti nelle commissioni della SEC e della CFTC aumentano l’incertezza. Per chi opera nel settore delle criptovalute, le prospettive del disegno di legge restano un catalizzatore normativo di più lungo periodo, ma è probabile che nel breve termine l’incertezza persista.
Pi Network (PI) si è indebolita da quando era scambiata vicino a 0,087 dollari il 6 ottobre: l’8 ottobre è scesa a circa 0,0785 dollari, perdendo il livello di 0,080 dollari. Il token ha perso circa il 10% nell’arco della settimana e sta mettendo alla prova la zona di supporto compresa tra 0,075 e 0,080 dollari, che l’analista Crypto With Gopal considera importante per un possibile pattern a doppio minimo. Una rottura al di sotto di questo intervallo comprometterebbe la configurazione e potrebbe portare sotto i riflettori la banda inferiore settimanale di Bollinger, vicina a 0,0603 dollari.
I segnali tecnici restano ribassisti: PI è al di sotto delle principali medie mobili e della linea mediana settimanale delle Bande di Bollinger, a 0,10151 dollari, mentre il MACD giornaliero è sotto lo zero e la resistenza del Supertrend si trova vicino a 0,09267 dollari. La neckline del doppio minimo ipotizzato è a 0,105–0,110 dollari. Gli obiettivi indicati dagli analisti, 0,14 e 0,21–0,22 dollari, restano subordinati a una rottura confermata al di sopra di tale intervallo; la perdita del supporto a 0,075–0,080 dollari indebolirebbe lo scenario rialzista.
L’aggiornamento della testnet del Protocollo 28 di Pi Network è stato completato. Gli operatori dei nodi devono aggiornare entro il 13 ottobre, in vista dell’aggiornamento della mainnet previsto per il 16 ottobre. L’aggiornamento mira a migliorare la gestione dei dati delle transazioni in ritardo e a rendere più sicuri gli aggiornamenti degli smart contract e dei dati delle applicazioni. Sebbene possa fungere da catalizzatore per il progetto, le prospettive di prezzo di PI nel breve termine dipendono soprattutto dalla capacità di mantenere il supporto e recuperare le resistenze.
Bearish
Pi NetworkPI priceTechnical analysisDouble bottomProtocol 28
Il 6 ottobre Bitcoin è sceso sotto gli 85.000 dollari, raggiungendo quota 84.987,5 USDT, con un calo dello 0,29% nelle 24 ore, secondo i dati di OKX. Entro l’8 ottobre, Bitcoin era sceso sotto gli 81.000 dollari, a 80.957,2 USDT, e la perdita nelle 24 ore si era ampliata al 2,81%. Il calo più marcato indica un aumento della pressione di vendita nel breve termine. I trader potrebbero osservare se BTC riuscirà a recuperare quota 81.000 dollari o se subirà un’ulteriore debolezza; queste due rotture di prezzo, da sole, non confermano una tendenza di mercato a lungo termine.
La DAO di Pyth ha approvato OP-PIP-136, impegnandosi a destinare il 100% dei ricavi idonei dei prodotti Pyth ai riacquisti di PYTH sul mercato aperto. I prodotti inclusi sono Pyth Pro, Listing as a Service, Data Marketplace e Pyth Indices. L’autorizzazione permanente sostituisce le votazioni mensili separate e, nell’ambito del quadro aggiornato, sono inclusi anche gli asset non PYTH già detenuti dalla DAO. I token acquistati confluiscono nella Riserva PYTH e, in base alla policy, non possono essere venduti. La riserva contiene circa 42 milioni di PYTH e il primo acquisto effettuato con la nuova autorizzazione è avvenuto il 30 settembre. Nel settembre 2026 Pyth ha dichiarato ricavi ricorrenti annualizzati pari a 11,5 milioni di dollari, in aumento dell’86% rispetto al mese precedente; questa cifra non costituisce il budget per i riacquisti, poiché la DAO riceve circa il 60% dei ricavi dei prodotti. Ogni operazione è limitata a 25.000 dollari, con uno slippage massimo del 5%, e prevede la divulgazione on-chain e report mensili. I riacquisti ricorrenti di PYTH potrebbero sostenere la domanda del token, ma il loro impatto sul mercato dipenderà dai ricavi effettivamente realizzati, dal volume degli acquisti e dagli sblocchi dei token.
Uno studio di Coin Metrics sulle memecoin lanciate da dicembre 2023 ha rilevato che il token mediano ha raggiunto il suo massimo storico appena 17,2 giorni dopo l'inizio delle contrattazioni. Dopo aver toccato il picco, ha impiegato una mediana di 370 giorni per perdere il 95% del proprio valore. Più della metà dei token si trovava almeno il 95% al di sotto dei massimi, e solo cinque dei 151 token inclusi in un confronto dei prezzi superavano il prezzo del primo giorno. Circa l'81% ha perso oltre il 90% dal proprio picco; solo il 3% di questo gruppo ha poi recuperato i massimi storici, mentre due terzi non hanno mai registrato un secondo rialzo significativo.
Lo studio ha inoltre rilevato che gli indirizzi attivi della maggior parte delle memecoin di Solana raramente tornavano ai livelli precedenti dopo il primo picco. Anche i token più importanti non superavano il 7% del proprio numero massimo di indirizzi attivi. Le piattaforme di lancio con basse barriere all'ingresso, come Pump.fun, hanno reso possibili milioni di lanci di token, ma pochi sembrano riuscire a mantenere una partecipazione duratura. I risultati evidenziano la breve durata dello slancio e il rischio di perdite nel trading di memecoin. Tuttavia, il campione comprendeva solo token quotati su almeno un exchange centralizzato, escludendo molti token più deboli lanciati tramite launchpad e potenzialmente sopravvalutando la longevità tipica delle memecoin. I risultati descrivono una tendenza di mercato, non l'andamento inevitabile di un singolo token.
I risultati di Circle del primo e del secondo trimestre del 2026 mostrano una rapida crescita dell’attività di USDC, insieme a una persistente dipendenza dai proventi da interessi. Nel primo trimestre, la circolazione di USDC ha raggiunto i 77 miliardi di dollari, in aumento del 28% su base annua, mentre il volume delle transazioni on-chain è salito del 263%, a 2.150 miliardi di dollari. Circle ha registrato 694 milioni di dollari di ricavi e proventi dalle riserve. Circle Payments Network (CPN) ha raggiunto un volume annualizzato di 8,3 miliardi di dollari, in aumento del 17% rispetto al trimestre precedente, e la sua piattaforma Arc aveva elaborato 244,1 milioni di transazioni cumulative dall’inizio dei test pubblici nell’ottobre 2025.
Nel secondo trimestre, il volume delle transazioni on-chain di USDC è aumentato del 151% su base annua, raggiungendo 14.800 miliardi di dollari, con una media di 163 miliardi al giorno. A fine trimestre, la circolazione di USDC era pari a 73,3 miliardi di dollari, in aumento del 19% su base annua ma inferiore ai 77 miliardi del primo trimestre. Circle ha registrato 701,3 milioni di dollari di ricavi e proventi dalle riserve, di cui 667,7 milioni provenienti dagli interessi sulle riserve e appena 5,3 milioni dai ricavi da transazioni; l’utile netto è stato di 48 milioni di dollari. I rendimenti delle riserve si sono attestati intorno al 3,5%. Il volume annualizzato di CPN ha raggiunto 14,7 miliardi di dollari attraverso 175 istituzioni, in aumento del 76% rispetto al trimestre precedente. Per i trader, il maggiore utilizzo di USDC sostiene l’adozione della stablecoin e il suo ruolo nei regolamenti, ma la sua circolazione e gli utili di Circle restano sensibili ai tassi d’interesse. La crescita di CPN sarà un indicatore fondamentale per capire se l’attività di pagamento potrà diversificare i ricavi di Circle.
Neutral
USDCCircleStablecoinsOn-chain paymentsReserve income
Bitcoin (BTC) è sceso inizialmente sotto gli 83.000 USDT, perdendo l’1,3% nelle 24 ore. In un aggiornamento successivo, BTC è sceso sotto gli 82.000 USDT, raggiungendo gli 81.942,1 USDT, mentre la perdita nelle 24 ore si è ampliata all’1,79%, secondo i dati di mercato di OKX citati da Odaily. Non è stata segnalata alcuna causa specifica. Gli operatori potrebbero osservare se il prezzo di BTC regge vicino agli 82.000 USDT e monitorare i volumi di scambio per individuare segnali di ulteriori vendite o di una ripresa.
Quantus ha lanciato la propria mainnet proof-of-work il 9 settembre 2026, puntando sulla sicurezza post-quantistica, sulla privacy e sulle prove a conoscenza zero. La blockchain utilizza firme ML-DSA (Dilithium), selezionate dal NIST, e combina le prove STARK con Plonky2 per aggregare le transazioni e ridurre l’onere on-chain dovuto alle firme post-quantistiche più grandi. I suoi indirizzi «Wormhole» sono progettati per nascondere il collegamento diretto tra gli indirizzi di invio e di ricezione.
Dal lancio, Quantus ha dichiarato di aver superato le 8.400 account attive e le 260.000 transazioni e si è integrata con NEAR Intents per consentire swap cross-chain in QTC. Il progetto ha raccolto circa 2,42 milioni di dollari in due round. Balaji ha guidato il secondo, al quale hanno partecipato anche il cofondatore di AngelList Babak Nivi e il fondatore di Helius Mert. I legami degli investitori con Zcash e il rinnovato interesse per i rischi quantistici e le privacy coin hanno suscitato paragoni, sebbene i progetti utilizzino meccanismi di privacy diversi.
La tokenomics di QTC resta una preoccupazione fondamentale per i trader. Il progetto afferma che il 27% di QTC è stato coniato alla genesi: il 23% destinato a investitori, fondatori e team e il 4% alla società. Gran parte di questa allocazione è bloccata per un anno e viene poi rilasciata nell’arco di 36 mesi, con il potenziale di aggiungere pressione di vendita in futuro. La narrativa post-quantistica e incentrata sulla privacy può sostenere l’interesse a breve termine, ma adozione, liquidità, prestazioni tecniche e sblocchi dei token restano rischi importanti.
Secondo quanto riferito, SpaceX sta cercando circa 40 miliardi di dollari di finanziamenti —circa 10 miliardi in prestiti bancari e 30 miliardi in debito con rating investment grade— per acquistare GPU Nvidia e ampliare i propri centri dati per l’IA. Si prevede che Apollo guiderà l’operazione, con Pimco tra i potenziali partecipanti; l’accordo è ancora in fase iniziale e potrebbe concludersi nel 2027. Il piano di SpaceX si basa su accordi segnalati per ottenere una notevole capacità di calcolo, tra cui un’intesa con Google che prevede circa 110.000 GPU Nvidia, e sostiene l’obiettivo di raggiungere un tasso di ricavi annualizzato di 100 miliardi di dollari. L’azienda punta inoltre ad aumentare la propria capacità di calcolo da circa 1,4 gigawatt a 15 gigawatt entro la fine del 2027. Le ultime notizie aggiungono che quest’anno SpaceX ha raccolto circa 111 miliardi di dollari tramite un’IPO segnalata da 86 miliardi e un’emissione di obbligazioni da 25 miliardi. I mercati del credito hanno mostrato segnali di tensione: secondo quanto riferito, lo spread dei suoi credit default swap a cinque anni ha raggiunto un record e le sue obbligazioni si sono indebolite dopo che è emerso il piano di finanziamento. SpaceX afferma che la nuova capacità potrebbe ripagare il proprio costo in meno di un anno, mentre le stime esterne indicano un periodo di recupero di circa 18 mesi. Il ricorso al debito proposto evidenzia il ruolo crescente dell’indebitamento negli investimenti nelle infrastrutture per l’IA, con l’esecuzione del piano e i ricavi dei clienti fondamentali per gestire il rischio di credito.
Bitcoin è sceso sotto la zona di supporto di 83.000 dollari durante una brusca ondata di vendite, toccando brevemente quota 82.650–82.700 dollari, il livello più basso di ottobre. In seguito è stato scambiato intorno agli 83.000–84.000 dollari. Nell’arco di 24 ore sono state liquidate posizioni crypto per oltre 700 milioni di dollari, coinvolgendo circa 124.000 trader; la maggiore liquidazione singola segnalata riguardava una posizione ETHUSDC da circa 26,6 milioni di dollari su Binance.
I trader osservano la fascia 82.000–83.000 dollari, compresa l’area 82.500–83.000 dollari, come supporto immediato per Bitcoin. Una rottura decisa al ribasso potrebbe aprire la strada al livello di 80.000 dollari e innescare ulteriori liquidazioni. Per rafforzare le prospettive di ripresa, BTC deve riconquistare la resistenza intorno a 86.500–87.000 dollari. Il recente incrocio rialzista delle medie mobili a 50 e 200 giorni è un segnale tecnico positivo nel lungo periodo, ma non garantisce un rimbalzo a breve termine.
Le pressioni macroeconomiche restano significative. Il Brent era sopra i 101 dollari al barile, il dollaro statunitense si è rafforzato e i rendimenti dei Treasury sono saliti: quello a 10 anni si aggirava intorno al 5,36%, mentre quello a 30 anni ha raggiunto un massimo che non si vedeva da circa 24 anni. Il governatore della Federal Reserve Christopher Waller ha dichiarato che potrebbero essere ancora necessari ulteriori rialzi dei tassi. Le preoccupazioni per l’inflazione e condizioni finanziarie più restrittive potrebbero continuare a pesare su Bitcoin e sugli altri asset rischiosi.
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